Strage di Duisburg, ci sono tre testimoni

In Germania la rete di omertà non tiene: i killer visti mentre si appostavano sul luogo del delitto. In arrivo un nuovo identikit

da Duisburg (Germania)

Scegliendo la Germania, anziché la Calabria, per l’ennesimo regolamento dei conti nella faida di San Luca, killer e mandanti hanno commesso un errore. Hanno sottovalutato una differenza fondamentale tra i due mondi.
In Calabria chi ha visto qualcosa tiene la bocca cucita, in Germania invece contatta subito la polizia. E infatti a tre giorni dalla strage della notte di ferragosto, gli inquirenti sono già in possesso di tre testimonianze ritenute preziose. L’ultima è quella di un meccanico che quella tragica notte accompagnò in macchina un amico che abita nella zona della stazione, proprio a pochi metri dal ristorante Da Bruno dove è avvenuto l'agguato contro i sei calabresi (uno dei quali, Sebastiano Strangio, era comproprietario del locale) mentre uscivano dopo aver festeggiato il compleanno di uno di loro. Erano circa le due e incuriosito dal fatto che a quell'ora il ristorante fosse ancora illuminato, il meccanico, dopo aver lasciato l’amico, si avvicina al locale che ha l’aria di essere animato e in quel momento vede due uomini nei paraggi di cui uno guardava oltre la vetrina come se cercasse di individuare chi c’era dentro. «Appena si sono accorti della mia presenza i due si sono ritirati in una zona non illuminata come se non volessero farsi notare. L’indomani, quando ho saputo della strage, mi sono venuti i brividi», ha detto il meccanico la cui testimonianza è pubblicata sul Bild Zeitung.
Secondo il suo racconto i due uomini erano entrambi alti, circa 1 e 80, uno indossava giacca e pantaloni jeans, l’altro un giubbotto scuro. «Per un istante ho potuto vedere uno dei due ma solo di profilo». La polizia ritiene che molto probabilmente i due individui erano i killer e in base alle indicazioni del testimone sta tentando di elaborare l'identikit di uno dei due. Sarebbe il secondo identikit dopo quello dell'autista della limousine a bordo della quale i sicari sono fuggiti dopo la strage: anche questo reso possibile da un testimone. La terza testimonianza è una donna che avrebbe visto i killer correre verso la limousine, ma solo di spalle.
Delle tre testimonianze la più importante è quella che riguarda l’autista: un giovane con i capelli a spazzola, le basette lunghe e una cicatrice sotto l'occhio destro. Per la polizia quasi certamente non è venuto da fuori, ma è uno del posto perché solo uno che conosce bene il dedalo di vicoli e stradine intorno alla stazione di Duisburg può guidare una macchina in fuga. Anche per questo oggi la polizia ha perquisito alcune abitazioni degli italiani che frequentavano il giro dei calabresi di San Luca. Perquisite anche le case delle vittime e in una di queste sarebbe stata trovata un'arma da fuoco.
E mentre a San Luca i controlli hanno portato a due arresti, pur non legati al delitto, la polizia tedesca non esclude che i killer non vengano dalla Calabria, ma siano affiliati dei clan che vivono in Germania. Alcuni giornali tedeschi ricordano che il giudice Livatino fu ucciso in Sicilia da due camerieri italiani di un ristorante non lontano da Duisburg. Chiesero due giorni di permesso, volarono in Sicilia, colpirono e tornarono al lavoro.