Strage Erba in appello Pg: "Per Olindo e Rosa confermare l'ergastolo"

Il pg invita a confermare in appello
l’ergastolo per i coniugi Romano: "Ci sono tali e tante prove, tanto che una sola di queste basterebbe.
Non lasciamoci suggestionare dalle nebbia buttata sul processo"

Milano - Il sostituto procuratore generale di Milano, Nunzia Gatto, ha chiesto di confermare in appello l’ergastolo per Olindo e Rosa Romano, nel processo sulla strage di Erba. "Io penso che si debba seguire la strada maestra - ha detto nelle battute conclusive del suo intervento il magistrato dell’accusa - raramente ho visto in processi di questo tipo, tali e tante prove, tanto che una sola di queste basterebbe. Non lasciamoci suggestionare dalle nebbia buttata intorno a questo processo. A fare questo tremendo omicidio - ha continuato il Pg - non è stato Marzouk, non è stato Castagna, non è stata Biancaneve con i sette nani". E chiede l'ergastolo con massimo isolamento diurno.

La requisitoria del pg "Per questa ferocia, per questo corpo a corpo, per questa volontà di uccidere come giustizieri, chiedo l’ergastolo con il massimo dell’isolamento diurno". Il pg Gatto ha spiegato che "a fare questa tremenda strage non è stato nè Azouz nè la famiglia Castagna, né Biancaneve e i sette nani. Non crediamo alle favole, ma alla prova scientifica". L’accusa punta il dito contro i due coniugi accusati di avere massacrato Raffaella Castagna, il figlio Youssef di soli 2 anni, la nonna del piccolo Paola Galli, la vicina di casa Valeria Cherubini. "Non lasciatevi suggestionare dal fumo, dalla nebbia che getteranno sulla strada maestra", chiede il procuratore generale ai giudici chiamati a rimettere la sentenza. Secondo l’accusa "le piste alternative non hanno la minima valenza e ne sono state valutate sette, prima di arrivare agli imputati".

La sovrabbondanza di elementi In un processo in cui "c’è una sovrabbondanza di elementi che raramente capita di trovare nei processi", l’accusa lascia più volte parlare Olindo e Rosa, attraverso le loro confessioni, poi ritrattate. È nel loro racconto, "con particolari inediti" che si trova la soluzione della strage di Erba. "La loro voce - spiega l’accusa - sulla separazione dell’omicidio, vale più di quanto possa dire io". Per Olindo e Rosa "c’è un alibi insignificante", ha sottolineato il Pg Gatto ed è inutile provare a mettere in discussione la memoria dell’unico sopravvissuto: "La sua memoria è ben conservata e i suoi racconti - sottolinea - sono in linea con la realtà". Alla strage che "a 6 anni di incubazione" tanto quanto dura la guerra di querele e controquerele tra i coniugi Romano e Raffaella Castagna, non manca neanche il movente: "La scintilla è causata dalla citazione del 13 dicembre, due giorni dopo Olindo e Rosa erano imputati davanti al giudice di pace. L’11 dicembre c’è il massacro".