Strage di Erba, il cerchio si stringe

Si attende la relazione dei Ris di Parma. Intrecciata con gli interrogatori dei magistrati potrebbe portare a un indagato che conosceva Raffaella Castagna e la sua famiglia

Erba - Sangue, impronte di scarpe, impronte digitali. Il lavoro del Ris di Parma, ancora una volta, sta portando alla luce interessanti sviluppi nel caso della strage di Erba. Chi ha compiuto il massacro di via Diaz ha lasciato una firma. Che gli esperti stanno riportando alla luce. E nelle prossime ore consegneranno la loro relazione al luogotenente Luciano Gallorini, comandante dei carabinieri di Erba, relazione molto attesa dal pool di magistrati che pare aver già puntato l'attenzione su una persona particolare. Attendono conferme, insomma.

Impronte Per ora non c'è nessun indagato, ma sarebbero state trovate delle impronte digitali interessanti all'interno del bilocale dove sono state uccise Raffaella Castagna, la mamma Paola Galli e il figlioletto Youssuf. Ma gli esperti in tuta bianca avrebbero rilevato anche impronte di scarpe, altrettanto interessanti nel cortile della vecchia cascina ristrutturata. Una serie di tracce che andrebbero ad aggiungersi ad altri elementi raccolti dai cinque magistrati inquirenti in queste tre settimane di indagini e che potrebbero far chiudere a breve il cerchio contro chi ha compiuto la strage.

Sospetti I riflettori sarebbero puntati su una persona che Raffaella ben conosceva. Una persona che avrebbe inteso colpire proprio la moglie di Azouz Marzouk e che sarebbe riuscita a farsi aprire la porta quella sera senza destare sospetti. Nel bilocale dove si è consumato il massacro gli inquirenti hanno trovato molto sangue. Ma gli esami scientifici avrebbero rilevato la presenza anche di tracce ematiche non compatibili con quello delle vittime. Non compatibile neppure con quelle trovate sul pianerottolo esterno dove è stato gravemente ferito Mario Frigerio e nella mansarda al piano superiore dove è stata trovata cadavere, aggrappata ad una tenda, la moglie del supertestimone, Valeria Cherubini. Ma compatibili con quelle rilevate, invece, nel cortile della vecchia cascina ristrutturata al 25 di via Diaz. Tra le ipotesi, quella che l'autore del massacro, si sia ferito.

Conoscente Ma l'ipotesi più agghiacciante è che ad agire sia stata una persona molto vicina a Raffaella Castagna contro al quale si è accanito in modo particolare: 12 coltellate, compresa quella profonda alla gola, ma nessuna mortale. E' morta perchè il suo assassino le ha fracassato la testa. Sin dall'inizio era sembrato chiaro che l'autore della strage avesse come obiettivo Raffaella, ma si era pensato a una vendetta trasversale per un presunto sgarro compiuto da Marzouk nei confronti della criminalità organizzata. Ipotesi caduta con il passare dei giorni. La svolta alle indagini sul massacro compiuto tre settimane fa pare essere ormai dietro l'angolo. Ancora non vi è un nome preciso sul registro degli indagati, ma il pool di cinque magistrati lo hanno ben fissato nella mente e dalla relazione dei Ris che sta per essere consegnata attendono solo la conferma alle loro ipotesi per far scattare le manette. E, si vocifera, sarà un arresto clamoroso.