Strage di Erba, la svolta è vicina

Il verdetto dei Ris di Parma è atteso in giornata. Intanto dalla Procura di Como escono le prime indiscrezioni. L'avvocato di Mazourk: "Il movente stupirà tutti quanti". Sempre più vicino l'arresto del nuovo indagato. E' di Erba e aveva ragioni di astio personale con Raffaella Castagna

Erba - "Quando lo si saprà, il movente stupirà tutti quanti". Lo dice Pietro Bassi, l'avvocato di Azouz Marzouk, il 25enne tunisino che nella strage avvenuta la sera dell'11 dicembre scorso ha perso la moglie Raffaella Castagna, il figlioletto di due anni Youssuf, la suocera Paola Galli. Nel massacro sono state uccise anche la vicina Valeria Cherubini intervenuta per le urla provenienti dal bilocale dei vicini insieme al marito Mario Frigerio, unico supertestimone della strage. L'uomo che ora resta ricoverato all'ospedale Sant'Anna di Como sotto stretta sorveglianza nel timore di eventuali ritorsioni.

Novità Bassi rispetta il segreto istruttorio, ma garantisce che "il movente è il più impensabile in tutta questa vicenda". Lo stesso legale spera che "a questo punto la Procura conceda l'atteso nullaosta per i funerali" che non si svolgeranno prima dell'Epifania. Molto dipende dalla relazione dei Ris di Parma che verrà consegnata a breve e che potrebbe contenere le conferme ai sospetti del pool di investigatori che da tre settimane sta cercando di risalire a chi ha compiuto il quadruplice omicidio. Tra smentite e supposizioni, i riflettori si sarebbero improvvisamente accesi su una persona inizialmente ritenuta insospettabile anche se la stessa sarebbe stata sfiorata dai primi dubbi già qualche giorno dopo il massacro. Una persona residente a Erba, che ben conosceva Raffaella e che con lei, forse, aveva un così forte astio tramutatosi in furia selvaggia al punto da fracassare la testa e sgozzare tre donne, un uomo e uccidere con un taglio netto alla gola un bambino.