Strage di Gerusalemme ucciso il mandante Era un capo della Jiahd

Mohammed Shehada, uno dei capi della Jihad islamica, è tra le
4 vittime di un raid di forze speciali israeliane a Betlemme. Il 6 marzo a Gerusalemme erano morti
8 studenti e l’attentatore<br />

Betlemme - La reazione di Israele alla strage nella scuola rabbinica di Gerusalemme in cui erano morti 8 studenti e l'attentatore non si è fatta attendere. Le forze speciali israeliane hanno ucciso quello che si ritiene sia il mandante dell'attentato: Mohammed Shehada, uno dei capi della Jahad islamica. Con lui sono morti altri tre palestinesi.
Tutti inseriti nella lista dei "most wanted", come ha detto Radio Israele: i quattro erano a bordo di un’auto piena di esplosivi e armi e avrebbero aperto il fuoco sugli uomini delle forze speciali che li avevano individuati a Betlemme.

Al Aqsa minaccia: li vendicheremo Lo stop alle operazioni israeliane in Cisgiordania era stato indicato, appena qualche ora prima, da Ismail Haniyeh come una delle condizioni di Hamas per arrivare a un cessate il fuoco. Il leader della Jihad, Nafez Hassa, da Gaza ha immediatamente condannato il raid: "Questo nuovo crimine riflette la vera natura dell’occupazione. Continuano gli omicidi mentre si parla della possibilità di riportare la calma. Ma si sbagliano se pensano che calma voglia dire la resa dei palestinesi". Abu Jihad, capo delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa a Hebron, alle quali appartiene uno degli uccisi, ha detto all’ Ansa che per effetto di questa azione israeliane le Brigate considerano annullato il cessate il fuoco in atto con Israele in Cisgiordania e hanno promesso «dolorosa vendetta».

Shehada era già sfuggito alla cattura La stessa sera dell’attentato alla scuola rabbinica, le forze di sicurezza israeliane circondarono l’abitazione di Shehada a Betlemme, ma l’uomo (conosciuto come uno dei leader della Jihad Islamica e ricercato da molto tempo) riuscì fortunosamente a sottrarsi alla cattura. Mohammed Shehada, ritenuto dai servizi segreti israeliani punto di riferimento in Cisgiordania del movimento libanese Hezbollah, aveva avuto frequenti contatti con Ala Hisham Abu Dheim, il palestinese rimasto ucciso durante l’attacco al collegio. Tuttora non è chiara la matrice dell’attentato al collegio rabbinico, apparentemente riconducibile ad un accordo fra Hezbollah e la leadership in esilio di Hamas.