Strage di Linate, dopo 4 anni spunta il nastro originale

Le voci della tragedia affidate a un perito che ha 90 giorni per «leggerle»

Claudio De Carli

Quando l’ufficiale giudiziario si è presentato nell’aula della IV sezione di Appello con una busta gialla sigillata che conteneva il nastro originale della registrazione dell’8 ottobre 2001, non c’è stato un solo occhio che guardava altrove. Eccola. È rimasta chiusa in una cassaforte per 4 anni ma aveva comunque un’ottima cera e il giudice Renato Caccamo deve averci già letto dentro qualcosa. La prova regina, come è stata definita, verrà periziata in tutte le sue 64 piste dal maggiore Raffaele Terlingo, ex controllore di volo. Il suo compito sarà ascoltare tutto molto attentamente, tradurre e trascrivere il nastro originale, lavorare sulle conversazioni tra i piloti e la torre di controllo, cercare di ricostruire lo scenario di quella mattina per comprendere il contesto in cui sono avvenuti i fatti.
Ma il giudice non si è fermato a questo. Risoluto e determinato ha anche chiesto il nastro della mattina precedente, quella del 7 ottobre 2001. C’era il sole e non la nebbia, ma al giudice è arrivata voce che il raccordo R6 fosse utilizzato per far partire gli aerei privati dall’Ata, e anche che autorizzarli ad attraversare la pista fosse prassi comune. E vuol capire se è successo anche quella mattina e chi è stato, eventualmente, a dare le istruzioni agli aerei. In questo è stato assolutamente giudice imparziale: se con buona visibilità questa manovra è consentita, vediamo chi la consente. In realtà vuol capire se qualcuno ha dato l’ok anche al Cessna Citation la mattina dell’8 ottobre, dato che dal cd in suo possesso non risulta. Al maggiore Terlingo ha concesso 90 giorni per la perizia (gli ha anche chiesto di tenerlo aggiornato quotidianamente), e ha rimandato alla data del 24 febbraio la prossima udienza e sembrava molto soddisfatto. Tutta la difesa chiedeva a gran voce il nastro originale e lui glielo ha portato, tutti chiedono che venga fatta chiarezza e lui ci sta provando senza tralasciare nulla: «Finalmente un passo avanti verso la verità - ha commentato Gianfranco Sacchetti, presidente del sindacato europeo controllori del traffico aereo AtcEur che rappresenta 11.500 operatori di 17 Paesi -. La lettura del nastro dà una sensazione reale dell’atmosfera nella torre di Linate. Questa era una struttura degradata, i colleghi che fanno coordinamento parlano al microfono, c’è chiasso, qualcosa può sfuggire. Ma restano gravissime altre mancanze del processo precedente. Lavorare senza radar a Linate è assurdo, farlo in una giornata di nebbia è da criminali. La mancanza o l’incompleta presenza di segnalazioni verticali e orizzontali sulle vie di raccordo è altrettanto grave. Così come non aver approfondito le certificazioni di aereo e piloti tedeschi. L’errore del pilota del Cessna è un errore che un professionista non dovrebbe fare. e infatti Ansv ha individuato come causa principale la responsabilità dei piloti tedeschi».
Ma la lettura del nastro originale potrebbe dire molto di più: «Non ci sono dubbi, un buon perito capisce se c’è stata un’impropria trasposizione su Cd-Rom, se spezzettata o tecnicamente manipolata verosimilmente per migliorare la qualità di ascolto - riprende Sacchetti -. Il nastro farà capire le condizioni in cui operava il controllore di volo, solo una ricostruzione fedele delle reali situazioni di ascolto in un ambiente operativo datato e degradato potranno avere efficacia . Noi ci chiediamo: quando il pilota del Cessna dichiara «S4», la sua voce è chiara? A noi viene riportata in un ambiente asettico, che non dà una dimensione reale del contesto. Credo che questa lettura darà un cambiamento di rotta totale sugli sviluppi del processo».
Un processo che potrebbe portare a nuovi scenari: il giorno 24 febbraio è in programma anche l’Appello dei sette imputati che chiesero il rito abbreviato chiuso con quattro condanne. Il sostituto procuratore generale Salvatore Sinagra vorrebbe accorpare i due procedimenti.