Una strage per non farsi sfrattare Uccide 4 persone e poi si suicida

Strage per uno sfratto in Germania. Cinque morti, 3 ore di terrore, in un edificio residenziale in Kanalweg, al civico 115, nel quartiere di Nordstadt a Karlsruhe, nel sudovest della Germania. Ieri mattina un ufficiale giudiziario, un assistente sociale e un fabbro si sono presentati alla porta di casa di un’inquilina, 55 anni, da sfrattare per morosità. Nessuno rispondeva al campanello e i tre hanno tentato di forzare la porta. Poi è stato l’inferno. Nell’arco di 3 ore il fidanzato della donna, 53 anni, ha compiuto un massacro: prima ha ucciso l’ufficiale giudiziario che si è rifiutato di sedersi per discutere la questione, poi il fabbro chiamato per forzare la porta e intervenuto nel tentativo di sottrargli l’arma e ancora il nuovo proprietario entrato qualche minuto dopo. Tra le vittime anche la fidanzata, 55 anni, colpita al petto da almeno un colpo. Al suo fianco, il corpo del killer che si è poi tolto la vita. A salvarsi solo l’assistente sociale, che l’uomo ha lasciato uscire.
Duecento poliziotti, un manipolo di intermediari chiamati dopo che i vicini hanno sentito gli spari, non sono riusciti a dissuadere l’uomo dal suo proposito criminale. Il Procuratore, spiegando l’accaduto, nel corso di una conferenza stampa ha detto che «la polizia ha fatto tutto il possibile, intervenendo in una situazione atipica nella quale non c’era nulla che si potesse evitare e nessuno che si potesse salvare».
Alle 9 l’ufficiale giudiziario ha bussato alla porta dell’abitazione, situata al quinto piano. Nulla lasciava presagire una reazione così violenta. Si pensava a un passaggio di consegne pacifico, come se ne fanno tanti ogni giorno. Invece, il fidanzato dell’inquilina aveva programmato la strage. Appena l’ufficiale giudiziario, il fabbro e un assistente sociale sono entrati in casa, il cacciatore ha iniziato a sparare. Alcuni vicini hanno sentito gli spari e avvertito subito la polizia locale. L’intero edificio è stato circondato da oltre duecento poliziotti, tra questi i franchi tiratori e le teste di cuoio. La polizia ha messo in campo anche un gruppetto di negoziatori, che hanno provato a convincere l’uomo a desistere dalle sue intenzione e a liberare gli ostaggi. Due scuole e un asilo che si trovano vicino all’edificio del terrore sono state sgomberate per prudenza.
Un intero quartiere ha vissuto nel terrore, milioni di tedeschi hanno tenuto il fiato sospeso per tre ore, vivendo in diretta la lunga attesa, sperando che almeno agli ostaggi fosse salvata vita.
Alle 12 è scattato il blitz delle teste di cuoio. I poliziotti sono entrati nella casa del cacciatore, un odore di bruciato e un inquietante silenzio li ha accolti. In casa c’erano cinque corpi, crivellati dai proiettili, tutti senza vita. Dopo avere completato il massacro, il folle ha rivolto il fucile contro se stesso e ha premuto per l’ultima volta il grilletto.
Il nome dell’autore della strage non è stato reso noto, come prevede la legge tedesca sulla privacy, ma pare che la sua fedina penale fosse immacolata e che nulla nel suo passato potesse far presagire una reazione talmente violenta e incontrollata. La polizia locale ha reso noto che le armi trovate nell’appartamento, due pistole, diverse munizioni e una granata non erano registrate e non è quindi ancora chiaro come il killer possa essersele procurate.
Davanti all’edificio, terminata la tragica emergenza, numerosi tedeschi hanno portato davanti all’ingresso mazzi di fiori. In molti hanno pianto per i quattro morti: non solo i parenti delle vittime ma anche amici e semplici curiosi.