Strage di pedoni: in 24 ore uccise 4 persone

A Napoli falciato un tecnico Rai che faceva jogging. Travolta bimba di 5 anni: usciva dall’auto del papà. <strong><a href="/a.pic1?ID=254566">Famiglia distrutta</a></strong> dopo la festa per la cresima

Ennesimo weekend di sangue sulle strade. Quattro i pedoni uccisi in meno di 24 ore sulle strade italiane; e, in due casi, il conducente non si è nemmeno fermato a prestare soccorso.
Nello sgomento che questi avvenimenti scatenano, una tenue nota positiva: con buone probabilità, i responsabili di questi omicidi saranno scovati dalle forze dell’ordine (accade nel 75 per cento dei casi). A uno è già capitato. Pizzicato nella sua casa poche ore dopo aver lasciato riversi sulla strada i corpi devastati di due anziani. Palma Caputo, 79 anni, e suo genero Virgilio Cutolo, 67, entrambi residenti a Scafati (Napoli), verso le nove e mezzo di sabato sera stavano attraversando la strada di fronte a casa loro quando sono stati travolti dalla Lancia Y di Giovanni Ambrosio, 22enne del vicino paese di San Giuseppe Vesuviano. L’anziana ha fatto un volo di trenta metri, l’uomo è stato scagliato sul parabrezza di un’auto parcheggiata. Virgilio ora in ospedale lotta tra la vita e la morte, mentre sua suocera non ce l’ha fatta. «Non avevo l’assicurazione», si è giustificato davanti ai carabinieri Ambrosio.

Poche ore più tardi, verso le otto e mezzo di ieri mattina, a pochi chilometri di distanza, un altro incidente è costato la vita a un pedone. Salvatore Laureto, capotecnico Rai di 49 anni, stava correndo lungo via Figliola, nel comune di San Sebastiano al Vesuvio. Si allenava in vista della maratona di Napoli di domenica prossima. I residenti della zona hanno raccontato agli inquirenti di aver sentito prima un forte tonfo, poi il forte rombo di un’automobile che si allontanava a tutta velocità. Usciti di casa per controllare, hanno trovato il corpo senza vita del podista, in un lago di sangue, accasciato in mezzo alla strada. Il pirata, in questo caso, non è stato ancora trovato.

Roma, poche ore più tardi. Questa volta la vittima innocente delle quattro ruote aveva 54 anni: travolto e ucciso intorno a mezzogiorno di ieri in via Collatina. L’incidente è avvenuto alla vecchia diramazione di via Ponte di Nona. L’investitore era alla guida di una Golf. Da quanto avrebbe dichiarato alla polizia municipale capitolina, avrebbe visto la vittima all’improvviso al centro della strada e non sarebbe riuscito a evitarlo. L’urto è stato immediato e violento, tanto che sul posto non si vedono nemmeno i segni di frenata. In questo caso almeno il conducente si è fermato per prestare soccorso, ha allertato i paramedici del 118 e ha chiamato lui stesso la polizia. Un comportamento nulla più che normale, ma, che in giornate come quella di ieri, assume una nota quasi eroica. La più piccola vittima della giornata nera di ieri aveva cinque anni. Investita davanti a casa, appena scesa dall’auto dei genitori che erano di ritorno dal seggio elettorale di Montenerodomo (Chieti). La piccola è stata trasportata per una decina di metri, incastrata sul cofano della vettura. È morta sul colpo, per la rottura della colonna vertebrale. L’uomo alla guida, che secondo i primi rilevamenti non procedeva ad alta velocità, è ora indagato per omicidio colposo.

Le quattro vittime dei giorni scorsi sono la tragica conferma di un fatto abbondantemente avvalorato nelle casistiche: secondo l’Istat, quasi sessanta pedoni al giorno sono coinvolti in incidenti stradali e due di questi muoiono. Notevole poi che il rischio di infortunio causato da investimento stradale risulta particolarmente alto per la popolazione anziana: dei 758 morti del 2006, 221 avevano tra i 75 e gli 84 anni.