Strage sfiorata in chiesa: a Sanremo 18 bambini intossicati dal monossido

A dare l’allarme il sacerdote che stava tenendo i corsi di catechismo

da Genova
«Poteva essere una strage» raccontano i vigili del fuoco arrivati alla chiesa di San Lorenzo a Solaro, frazione di Sanremo, dove ieri mattina 18 bambini fra i 9 e i 10 anni sono rimasti intossicati dal monossido di carbonio insieme al parroco e a un genitore. Stavano assistendo a una lezione di catechismo tenuta dal prete, don Contardo Colombi, in chiesa, quando da una caldaia a gas (ora sotto sequestro) ha iniziato a uscire il pericolo gas.
A dare l’allarme è stato il parroco, che alle 9 aveva iniziato la lezione di catechismo. Per una sfortunata coincidenza, il monossido di carbonio uscito dalla caldaia è entrato nell’impianto che porta l’aria calda nelle diverse stanze ed è così uscito dall’apparecchio (una sorta di ventilatore) che riscalda la chiesa. Il sacerdote si è subito accorto che qualcosa di grave stava succedendo, ha aperto porte e finestre per far entrare dell’aria e insieme all’altro adulto ha chiamato i soccorsi. Ma il gas aveva già iniziato a far sentire i suoi effetti.
Quando medici e infermieri del 118 sono arrivati alla chiesa quattro dei 18 bambini intossicati erano svenuti. Si è deciso allora di chiamare l’elicottero e trasferirli d’urgenza - e con più di un viaggio - all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova per delle cure specifiche. Altri sei bambini sono stati medicati al pronto soccorso di Imperia, otto a Sanremo (di questi, tre sono stati a loro volta trasferiti al Gaslini di Genova) dove si sono recati, a scopo precauzionale, anche il sacerdote e il genitore.
«Nessuno è in condizioni preoccupanti, per fortuna non ci sono state conseguenze gravi, nessuno degli intossicati è in pericolo di vita» hanno assicurato ieri pomeriggio al 118 di Imperia, che ha coordinato i soccorsi. Alla chiesa di Sanremo sono accorsi nel giro di pochi minuti diverse ambulanze, due automediche, diverse squadre dei vigili del fuoco e pattuglie dei carabinieri. I bambini sono rimasti fino a sera negli ospedali, per alcuni si è cercato di capire se fosse preferibile il ricovero in Pediatria, anche a scopo precauzionale. Nella frazione di Sanremo, come in parrocchia, si è aspettato per tutto il giorno notizie rassicuranti sulle condizioni di salute dei piccoli. «Il parroco? Sappiamo solo che è in ospedale, forse per stare vicino ai bambini - raccontavano ieri a tarda sera alla chiesa di San Lorenzo -. È vero, a quando sappiamo nessuno dei bambini è in gravi condizioni».
«Ma poteva andare molto peggio» confermano i vigili del fuoco. Dopo i primi controlli, hanno capito che l’intossicazione era stata provocata dalla caldaia in sagrestia, subito sequestrata dai carabinieri. Le condizioni atmosferiche, inoltre, potrebbero aver ostacolato la fuoriuscita dei fumi: non essendo, infatti - spiegano i tecnici - una caldaia a tiraggio forzato, ma a tiraggio naturale, i fumi sono stati risucchiati da un termoconvertitore attaccato al soffitto all’interno della chiesa. Sull’accaduto da ieri mattina sta indagando anche la procura di Sanremo.