Strage di Ustica e Scalzone: Prodi sta coi nemici dello Stato

Con il ritorno in Italia di Oreste Scalzone, un altro «eroe» degli anni di piombo, tornerà a riempire le cronache italiane e magari anche qualche ministero, come ci ha abituato a veder il governo Prodi che ha assunto a rango di collaboratori delle istituzioni ex terroristi assassini di servitori dello Stato. Quando invece servitori dello Stato, che hanno iniziato la loro carriera come piloti combattenti nella guerra di liberazione con la Regia aeronautica, sino ad arrivare ai vertici dell’arma azzurra, vengono assolti con formula piena «perché il fatto non sussiste», dalle istituzioni non si registra soltanto un assordante silenzio.
Purtroppo infatti dopo dieci giorni dalla sentenza della Cassazione che ha spazzato via i falsi teoremi sul depistaggio da parte dei generali delle indagini sulla sciagura di Ustica, le uniche voci che si sono alzate sono quelle di chi come l’onorevole Fassino ha parlato di «amarezza e rabbia per una sentenza che non ci dà né giustizia né verità». Eppure sin dall’8 ottobre 2002 quando nella mia veste di ministro per i Rapporti con il Parlamento avevo risposto ad una interpellanza su Ustica, la situazione appariva chiara. Contrariamente infatti alla montagna di bugie di suggestive mistificazioni montate ad arte sul caso, da ogni tipo di indagine era ormai definitivamente uscita di scena l’ipotesi del missile che avesse abbattuto il DC9 dell’Itavia, sostituito nell’ipotesi del giudice Priore da una eventuale quasi collisione con un altro aeromobile in volo, evento però mai verificatosi in tutta la storia dell’aviazione. Sulla base delle Commissioni di indagine tecniche, e testimonianze autorevoli come quella del perito Taylor che inchiodò a suo tempo i libici per la bomba esplosa a bordo dell’aereo a Lockerbie, al 99% l’esplosione del DC9 fu causata dall’esplosione di un ordigno piazzato nella toilette di bordo. Elementi questi, prima ancora della definitiva assoluzione da parte della magistratura, che rendevano davvero improbabile la volontà dei generali della nostra aeronautica di coprire una fantomatica battaglia aerea che nella realtà non è mai avvenuta.
Ma tace il presidente del Consiglio, tace il ministro della Difesa come se fossero corrucciati e delusi che la magistratura, dopo anni di calvario degli imputati, non avesse finalmente riconosciuto che i nostri militari sono dei traditori. Eppure sia Prodi che Parisi sanno benissimo che ci sono agli atti lettere personali di Bill Clinton e di Jacques Chirac all’allora presidente del Consiglio Giuliano Amato, che a loro volta escludono ogni coinvolgimento di aerei americani o francesi nella vicenda. Non so se il governo si renda conto di quanto sia offensivo questo atteggiamento per l’onore e il prestigio delle Forze Armate, come se si volesse mantenere un ombra di sospetto sul loro operato.
Per chi volesse approfondire, anche per il rispetto dovuto al dolore dei familiari delle vittime di Ustica, che cosa è avvenuto il giorno del disastro, consiglio di leggere quanto scritto nel libro fresco di stampa su Ustica con le autorevoli firme del presidente e vice presidente della Commissioni Stragi senatore Giovanni Pellegrino e Senatore Vincenzo Manca, che dal centrosinistra al centrodestra arrivano alle stesse identiche conclusioni.
*deputato Udc