STRAMBERIE E STRAMBATE

C’è una sconfitta ligure che è passata in secondo piano, quasi sottotraccia, silenziosa, come se non contasse, come se fosse talmente scontata da essere vera. Eppure, io credo che sia la sconfitta più grave, la più dura, la più sanguinosa fra le tante sconfitte che la nostra Regione ha subito negli ultimi anni.
Fra l’altro, non è ancora una sconfitta ufficiale, ma è una sconfitta piùcheannunciata e piùcheconfermata dai rumors che arrivano dall’organizzazione della Coppa America di vela. Ma è una sconfitta doppia, tripla, quadrupla: non solo la prossima edizione dell’America’s cup si svolgerà a Valencia e non in Liguria, come pure si era ipotizzato; non solo è probabile che i due Act preparatori alla Coppa vera e propria si terranno uno a Valencia e l’altro a Trapani e non in Liguria, come pure si era ipotizzato; non solo, addirittura, è probabile che sia stata assegnata non solo l’edizione 2009 a Valencia, ma anche - se l’Università della vela dovesse rimanere in Europa - la gara del 2011 nell’Arcipelago della Maddalena.
Insomma, comunque la si veda, in tutta questa storia c’è una sola grande assente: la Liguria. Addirittura, fra gli addetti ai lavori, la candidatura delle nostre coste è sempre stata considerata poco più di una boutade, di un giochino estivo, di un’ipotesi di scuola, addirittura ai confini del ragionamento per assurdo.
E allora perchè ce ne occupiamo? Perchè poco meno di un mese fa è stato il presidente della Regione Claudio Burlando a mettere nero su bianco, su carta intestata della Liguria, che era stato a Palazzo Chigi per parlare con Romano Prodi della possibilità che fosse la Liguria a ospitare la prossima edizione della Coppa o, quantomeno, qualche Act. Certo, le parole di Prodi in genere valgono come il due di coppe (con la minuscola, ça va sans dire, niente a che vedere con le Coppe vere, quelle vanno a Valencia), sia che si tratti di pensioni, sia che l’argomento in questione sia la massima competizione velica internazionale. Ma, (...)