La strana finale dei fratelli snowboard

Philipp e Simon Schoch, oro e argento. Il secondo ha cambiato sport pur di battere il fratello già campione olimpico a Salt Lake

Claudio De Carli

Primo Philipp, secondo Simon, stesso numero di scarponi, stesso attacco, stessa tavola e stessa mamma. Simon Schoch comunque è nato il 7 ottobre 1978 e la sua mamma era talmente contenta di lui e di come le era riuscito bene che appena si è ristabilita ne ha progettato subito un altro uguale, talmente preciso da non avere rogne: stesse pantofoline, stessa carrozzina, stesso bavaglino, e stava proprio per fare il colpo: Philipp è nato anche lui in ottobre, ma il 12, cinque giorni dopo.
Comunque i due fratellini sono venuti su d’amore e d’accordo, Simon era il più vecchio e la guida, Philipp dietro in tutto, anche sullo slittino. Daltronde a Steg, paesino del Canton Vallese di 1.400 abitanti, non è che ci sia molto da sbattersi, prima si mangia la fonduta e poi si va in slitta sulla pista illuminata in direzione Saminatal, Simon davanti e Philipp dietro, da bravi fratellini. Fino a quando al secondogenito non è venuta in mente l’idea meravigliosa: cambiare sport. D’altronde, finché fosse rimasto sulla slitta, l’ordine d’arrivo non sarebbe mai cambiato, meglio un’altra disciplina . E si è buttato su dossi, gobbe, salti e paraboliche. Per non avere rogne, come la sua mamma, ha evitato qualsiasi sorpresa scegliendo una disciplina con uno sci solo, non si sa mai che a Simon fossero venute strane idee. Insomma fratelli ma ognuno per conto proprio.
Simon ha lasciato fare. Fino a quando Philipp ha iniziato a vincere e poi a stravincere, non a Steg ma a Salt Lake City, fra la sorpresa generale e di Simon in particolare. Da quella medaglia d’oro in poi, 14 vittorie in coppa, più di chiunque altro. Ma a fare la differenza c’era quella medaglia olimpica appesa nel tinello di casa, Simon entrava e gli girava la testa, adesso l’ordine d’arrivo si era invertito: snowboard, e chi ci aveva mai pensato?
Così una mattina Simon ha avuto l’idea meravigliosa: diventare l’avversario più temibile di suo fratello: «Lo faccio anch’io, lo snowboard!».
Sarà l’orgoglio del primogenito, sarà il dna, ma Simon va forte sulle gobbe e a Bardonecchia si è presentato leader di coppa proprio davanti a Philipp. Poi ieri la finale nel parallelo: primo Philipp, il secondogenito, secondo Simon, il primogenito, a una slitta di distacco.