La strana lamentela di Viganò e la lite con il fratello sacerdote

È stato accreditato dai media come il grande moralizzatore della Chiesa, il segretario generale del Governatorato del Vaticano che ha risanato i conti. Il suo improvviso spostamento alla prestigiosa nunziatura negli Usa è stato letto come un passo indietro della Curia dalla via della trasparenza. Monsignor Carlo Maria Viganò (nella foto) in una lettera inviata a Benedetto XVI ha comunicato «il profondo dolore e l’amarezza» per la nomina, letta come una sconfessione del suo operato. Qualcosa però non quadra. Viganò scrive: «Mi angustia che, dovendo purtroppo prendermi cura personalmente di un mio fratello sacerdote più anziano, rimasto gravemente offeso da un ictus che lo sta progressivamente debilitando anche mentalmente, io debba partire proprio ora». Strano: il fratello sacerdote sembra essere nel pieno possesso delle facoltà mentali. A spulciare le carte si scopre che i due sono al centro di un vorticoso intrico di procedimenti penali e civili sul ricchissimo patrimonio della famiglia Viganò. Coincidenza: don Lorenzo vive negli Usa, dove è stato inviato l’eccellente fratello.