Stranezze capitoline: il mito di Garibaldi raccontato ai turisti da un signore belga

Ritratti e documenti. Cimeli e armi di Mazzini e Garibaldi. Di Cavour e Vittorio Emanuele. A illustrarli ai visitatori del museo del Risorgimento ci pensa un signore belga, Stenker, che tutti i giorni dalle 9,30 alle 18 li accoglie al Vittoriano, nell’ala aggiunta nel 1931 dall’architetto Armando Brasini, lungo la via che costeggia i Fori Imperiali.
Questa guida presenta ai turisti la storia della società italiana dalle repubbliche giacobine alla nascita dello stato unitario, fino alla prima guerra mondiale. Il tutto in sei diverse lingue. «Qui passa ogni tipo di persona - racconta Stenker - e se per gli italiani Risorgimento significa qualcosa di importante, per gli stranieri è diverso, molti vengono in questo museo perché affascinati dal mito di Garibaldi. Eppure una volta un gruppo di impiegati islandesi mi ha lasciato senza parole per quanto erano informati sulla storia del risorgimento italiano».
Il percorso espositivo, a ingresso gratuito, si apre con un primo salone dedicato ai protagonisti di questo periodo storico dei quali sono in mostra documenti autografi, busti, ritratti e armi. Nella successiva galleria, invece, è ricostruito un itinerario storico che parte dalle società segrete, continua con la repubblica romana del 1849, la Guerra d’Indipendenza, la spedizione dei Mille e la presa di Roma che - nel 1870 - concluse l’unificazione dell’Italia; qui si possono ammirare le armi, i ritratti, le divise e il tricolore dei garibaldini, la barella e la coperta con cui Garibaldi fu soccorso durante la battaglia dell’Aspromonte, i libri e i ritratti dei patrioti in carcere e le foto della breccia di Porta Pia.
L’ultima sala è dedicata al primo conflitto mondiale e propone i quadri dei pittori-soldati, diversi documenti autografi e foto dal fronte e dalle città italiane durante il periodo bellico. Al centro della sala si trova il fusto del cannone con cui nel 1921 è stata trasportata la salma del milite ignoto per essere inumata nella cripta del Vittoriano. Di particolare rilievo anche diversi filmati, restaurati dall’istituto Luce, che sono andati ad arricchire il museo dopo la riapertura al pubblico del 2001. Questi spezzoni documentano gli assalti della Grande Guerra, ma propongono anche la vita quotidiana dei soldati italiani in trincea o sulle navi.
«Alla fine - conclude Stenker - anche gli stranieri restano affascinati dalla storia italiana e mi tempestano di domande. Ricordo una coppia di finlandesi, sposati da 54 anni che ogni anno, in occasione del compleanno della moglie, si regalano un viaggio all’estero. Ebbene sono entrati qui per caso mentre visitavano il Vittoriano e hanno finito per passarci l’intera mattinata».