Strangola il figlio malato mentale «Ormai non posso più accudirlo»

Ha ucciso, strangolandolo, il figlio disabile. Protagonista di questa tragedia frutto della disperazione e dell’abbandono un uomo di 65 anni, Romano Carani: la vittima soffriva fin dalla nascita da tempo di gravi disturbi cerebrali. Il tutto si è consumato in casa, a San Pietro in Campo, (in provincia di Lucca) davanti alla madre, impotente. L’omicida si è quindi consegnato ai carabinieri: li ha chiamati e si è costituito. Il figlio Andrea aveva 39 anni. La madre, Aida Raffaelli, è in stato di choc. Secondo quanto hanno fatto sapere gli investigatori, Carani, di professione artigiano, avrebbe soffocato il figlio usando un paio di bretelle dopo che il ragazzo ancor prima dell’alba aveva cominciato a urlare preda dei suoi deliri.
L’uomo, arrestato per omicidio volontario e condotto nel carcere di san Giorgio a Lucca, avrebbe spiegato allo steso magistrato, giunto sul posto con i militari, di aver agito per disperazione: «Ero esasperato dalla situazione e ero più in grado di andare avanti» avrebbe detto. La coppia ha anche gravi problemi di salute e lui era stato da poco operato al cuore per l’istallazione di un by pass. Il suo legale chiederà che gli siano concessi i domiciliari. Sull’episodio stanno adesso indagando i carabinieri di Castelnuovo Garfagnana e di Barga, coordinati dal sostituto procuratore Fabio Origlio.
Oora Carani è accusato di omicidio volontario. Agli investigatori l’artigiano avrebbe anche confessato di essere disperato dalla paura di non sapere a chi affidare il figlio in futuro, quando sia lui che la moglie sarebbero stati troppo vecchi per poterlo accudire.