Strangola la padrona di casa e la nasconde in una valigia

Ha confessato l'omicidio Gianluca De Mari, 35enne inquilino dell'infermiera Concetta Barbagallo. L'omicidio per 12mila euro non restituiti. Il marito: "Ho saluto l'assassino con la valigia. Dentro c'era mia moglie"

Catania - A uccidere, strangolandola, l' infermiera professionale Concetta Barbagallo è stato il suo inquilino. Gianluca De Mari, 35 anni, originario di Pozzuoli, ma da qualche anno residente nel catanese, a Sant'Agata li Battiati, ex agente immobiliare al quale la donna, 55 anni, aveva consegnato 12mila euro per l'acquisto di un immobile ad un'asta giudiziaria. L'uomo ha reso ampia confessione del delitto al sostituto procuratore della repubblica Luigi Lombardo, facendo anche ritrovare il corpo che aveva nascosto all'interno di una grossa valigia che poi ha abbandonata in una zona di pietra lavica sulla strada provinciale 92 dell'Etna, in territorio di Belpasso.

Scomparsa La scomparsa della donna era stata presentata ieri alla questura di Catania dal marito dell'infermiera che, la sera prima, non aveva fatto rientro a casa e la mattina non si era neppure presentata a casa. All'origine dell'omicio una violenta discussione che si è trasformata in lite furibonda dal finale drammatico: l'infermiera voleva restituiti i 12mila euro che aveva affidato a De Mari per investirli, ma che secondo la donna sarebbero andati in gran parte perduti. Lui non voleva sentire ragioni e, al culmine dello scontro, l'ha strangolata. Poi, preso dal panico, ha messo il corpo della donna dentro una valigia e ha pensato di disfarsene buttando tutto in una zona "sciarosa" di pietra lavica dell'Etna, in territorio di Belpasso, tagliata dalla strada provinciale 92 che porta al Rifugio Sapienza.

Il marito "Ho visto Gianluca De Mari uscire da casa e trascinare la valigia, un grande trolley con delle ruote che si sono rotte, non pensavo che dentro ci potesse essere mia moglie...". È disperato e distrutto dal dolore Gregorio Cannizzaro, 55 anni, sottufficiale dell'aviazione militare in pensione, ricostruendo l'ultima volta che ha visto l'assassino di sua moglie, l'infermiera professionale Concetta Barbagallo. "E pensare - aggiunge tra le lacrime - che dopo mi ero anche dispiaciuto di non averlo aiutato a portare la valigia, che si vedeva essere pesante, nella sua auto. L'ho visto uscire da casa e non potevo immaginare che dentro ci fosse mia moglie. Lui si è fermato e mi ha salutato, si è avvicinato. Il trolley era pesante e scendendo dalle scale si sono rotte due ruote, che lui ha raccolto e portato con se. Dopo mi ero pentito per non averlo aiutato". Il marito di Concetta Barbagallo rivela anche un altro particolare drammatico: "La mattina della sua morte - dice - ho sentito la voce di una donna urlare, e mi sono svegliato di soprassalto. Non ho realizzato che potesse essere mia moglie, che litigava con il suo assassino, che la stava strangolando".