Strangolarono un attore gay, condannati tre romeni

Uccisero un attore gay dopo averlo incaprettato nel suo appartamento vicino alle Mura Vaticane. Per quel delitto tre romeni sono stati condannati ieri per omicidio volontario dal gup del Tribunale, Giuseppina Guglielmi, al termine del rito abbreviato.
Il giudice ha inflitto due condanne a 18 anni di reclusione, mentre il terzo romeno dovrà scontare 16 anni e otto mesi di reclusione. I tre erano accusati anche di rapina. È stata disposta inoltre una provvisionale di 50mila euro per la parte civile.
Sergio Aru Tosio, attore di tv e di teatro di origine sarda, venne ucciso nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 2006. L’uomo fu trovato nel suo appartamento di viale Vaticano, con le mani e i piedi legati da cavi e con al collo il filo del telefono che fu usato per strangolarlo. I tre, tutti clandestini, sono Adrian Nicolae Grecu, 28 anni, condannato a 18 anni, Florinel Mahaita Birica detto Ionel di 25 anni e Gabriel Viorel Cobzaru di 23 anni, a cui è stata inflitta la condanna a 16 anni e otto mesi.
Per Birica e Cozbaru il gip emise altrettante ordinanze di custodia in carcere nel dicembre di due anni fa. I provvedimenti furono notificati in cella, dove già si trovavano dopo essere stati arrestati per furto, sempre nella capitale.
Birica e Cobzaru furono individuati alcuni mesi dopo il delitto. Grecu fu catturato dopo aver lasciato l’Italia, dapprima sparendo in Albania poi in Ungheria. Le indagini furono svolte dagli investigatori della Squadra Mobile di Roma.
I tre romeni, secondo gli investigatori convinsero Sergio Aru Tosio, che avevano conosciuto qualche giorno prima, a farsi incaprettare per fare un gioco erotico. L’italiano, però, morì soffocato poco dopo. Non è chiaro nemmeno se fosse ancora vivo quando gli extracomunitari abbandonarono l’appartamento. Prima di uscire, tuttavia, i tre rovistano la casa e sottrassero un orologio Cartier, una catenina d’oro e un telefono cellulare. I primi due vennero venduti quasi subito con un provento di circa 6mila euro.