Strangolato giorni dopo il parto il bebè trovato nell’immondizia

Bergamo, il piccino, forse figlio di una prostituta, era nato la scorsa settimana

da Bergamo

Strangolato e gettato tra i rifiuti. È agghiacciante l'esito dell'autopsia effettuata sul neonato trovato venerdì mattina in una discarica abusiva nell'area industriale di Verdellino, in provincia di Bergamo. Il piccolo sarebbe stato ucciso alcuni giorni dopo il parto.
Le indagini dei carabinieri proseguono nel tentativo di rintracciare la madre e sono orientate negli ambienti della prostituzione. Secondo il medico legale che ha esaminato il cadavere il bebè sarebbe nato a metà della scorsa settimana in condizioni di normalità: lo si è capito dal fatto che il cordone ombelicale era stato reciso regolarmente e che il neonato era pulito. Lo sviluppo del corpicino dimostra inoltre come il parto fosse avvenuto al termine regolare della gravidanza.
L'omicidio risale invece all'inizio di questa settimana, e il cadavere sarebbe rimasto nell'immondizia due o tre giorni prima di essere stato ritrovato l'altro ieri mattina da un pensionato che frugava tra i rifiuti, alla ricerca di ferrivecchi e mobili da rivendere.
Il fatto che il neonato sia di carnagione chiara fa pensare che si possa trattare del figlio di una delle tante prostitute, in buona parte minorenni, provenienti dall'Est europeo, che frequentano proprio la zona in cui è avvenuto il ritrovamento. L'area è spesso teatro di fatti di sangue o regolamenti di conti tra bande rivali di protettori: per quanto riguarda il movente, il bimbo potrebbe essere stato un intralcio all'attività della madre, oppure si può ipotizzare la crudele vendetta di qualche protettore per uno sgarro della donna.
Dopo l'autopsia il cadavere è stato trasferito all'istituto di medicina legale di Pavia, dove la prossima settimana sarà sottoposto a ulteriori accertamenti. Il 2 gennaio a Paladina, sempre in provincia di Bergamo, era stata abbandonata un bambina: in quel caso la mamma, poco dopo il parto, l'aveva lasciata in una scatola sul cofano di un'auto. Trovata da una commessa, la piccola era stata soccorsa e salvata. A febbraio, proprio a Bergamo, è stata inaugurata la «culla per la vita», una moderna ruota degli esposti, allestita al monastero Matris Domini, dove le mamme che non intendono riconoscere il proprio figlio possono lasciarlo in un posto sicuro.