Strangolato nel letto: è giallo

Proseguono a tutto campo le indagini dei carabinieri di Aosta per la morte di Armano Tealdi, il pizzaiolo di 40 anni strangolato con del filo elettrico nella sua abitazione in località Chex Sapin, un paesino di 1600 abitanti. Secondo quanto emerso finora dalle indagini, la vittima quasi sicuramente conosceva il suo omicida: sarebbe stato proprio il pizzaiolo, ancora in pigiama, ad aprirgli la porta. A trovare il cadavere, l’altro ieri è stata una sua dipendente: preoccupata perché non lo vedeva arrivare a lavoro: la donna, una romena, si è recata nella sua abitazione ed è entrata usando le chiavi che la vittima teneva nel negozio.
Per tutta la giornata gli investigatori hanno ascoltato conoscenti e collaboratori dell’uomo, ma a quanto pare senza particolari risultati. Tutti lo descrivono come un uomo tranquillo, schivo, riservato fino all’eccesso, tutto casa e lavoro. Le indagini sono coordinate dal pm Daniela Isaia, che ieri ha affidato l’incarico per l’autopsia.
Tra le ipotesi che prendono quota su quanto accaduto tra sabato notte e domenica pomeriggio nell’abitazione di Tealdi, in località Chez Sapin 107 di Fenis, c’è anche quella di un gioco erotico finito male, come lascerebbero supporre alcune circostanze (segni di lacci ai polsi, posizione del cadavere sul letto). Gli inquirenti, comunque, fanno sapere di «considerare aperte tutte le piste».
L’assassino, molto probabilmente è fuggito, allontanandosi con l’auto della vittima una Skoda che è sparita da sotto casa. I vicini descrivono Armando Tealdi come una persona estremamente riservata: veniva da Bra, in provincia di Cuneo, e nei circa sei anni di permanenza a Fenis non si era creato né un’amicizia né relazioni sentimentali.