Gli strani controlli dell’agenzia di controllo

Marcello Viaggio

Presentata ieri in Campidoglio la Relazione annuale sull’attività dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune. Ossia 28 rapporti di monitoraggio. In numeri: sono stati controllati 800 km di strade, 13mila cassonetti verdi e 7mila bianchi e blu, rilevati 4.200 lampioni spenti (con segnalazione del guasto). È stata riscontrata la regolarità della sosta di 60mila auto, controllato il funzionamento di 2.400 parcometri. Il resto sono i dati azienda per azienda, già pubblicati mille volte. Ogni giorno la capitale produce 4.500 tonnnellate di rifiuti, come un grattacielo alto 850 metri, di cui appena il 14 per cento va alla raccolta differenziata. Nel 2004 sono stati erogati alla città 478 milioni di metri cubi di acqua, 295 metri cubi pro capite al giorno, ma il 35 per cento si disperde nella rete idrica. Una Relazione «povera», la definisce l’opposizione capitolina. Se l’Agenzia è nata per essere di pungolo all’amministrazione, bisogna dire che la Relazione non morde, non punge, non graffia. Roma sembra promossa a pieni voti. Anche quando i dati illustrati dal presidente Bernardo Pizzetti, fra le pieghe, dimostrerebbero il contrario. Qualche esempio. La Relazione sottolinea come il rispetto dei tempi di riparazione dei lampioni spenti abbia «subito un significativo incremento, passando dal 18 per cento dei casi risolti entro il periodo contrattuale (15 giorni, ndr), nel gennaio 2003, all’ 83 per cento del giugno 2005». Peccato che, letti al contrario, i dati dimostrino che quasi 2 lampioni su 10 restino al buio ben oltre 15 giorni. Senza contare che, tabelline della stessa Agenzia alla mano, i tempi contrattuali per la riparazione dell’alimentazione delle lampade a Bologna sono di 2 giorni, a Catania di 2 giorni, a Napoli di 24 ore, a Trieste di 1 giorno, e così via. La media in Italia è di 2,9 giorni, a Roma siamo a 5 volte tanto. L’Agenzia promuove poi la nettezza urbana: «Le rilevazioni mostrano l’assestamento attorno all’80 per cento di strade sufficientemente pulite». Peccato che, se la matematica non è un’opinione, di conseguenza 2 strade su 10 sono sicuramente sporche. E quando si dice sporche, s’intende piene d’immondizia, per giorni, con i cassonetti stracolmi e i topi intorno. Il contratto di servizio prevede che molte strade di periferia siano spazzate una sola volta alla settimana. Non va meglio in centro. A Prati gli spazzini passano quasi sempre una-due volte ogni 7 giorni. Peccato che l’Agenzia non dica che se l’Ama salta un turno, le penali scattano solo se lo chiede l’amministrazione. Le lamentele dei cittadini valgono zero. Si esalta il sindaco: «Dal ’96 al 2004, siamo l’unica Regione in Italia, assieme al Veneto, ad avere avuto meno fondi dallo Stato per il trasporto pubblico locale - ha affermato Veltroni -. Esattamente il 3,3 per cento in meno, nonostante abbiamo incrementato del 19 per cento il numero di passeggeri». E dire che i dati Atac dicono esattamente il contrario: gli utenti sono calati del 24 per cento. Le statistiche sono a volte subdole, è vero, ma qui siamo alla tavola pitagorica. Dal milione e 466mila utenti di 8 anni fa si è scesi al milione e 11mila dello scorso anno, come riportato da tutti i quotidiani a ottobre. Quanto ai fondi statali, nessuna parola sui 3 miliardi e mezzo stanziati dal Governo per le metropolitane e il Grande Raccordo Anulare. Né sugli ingenti fondi per i programmi di Roma Capitale: sette parcheggi di scambio, l’asse fra Prenestina e Borghesiana, il raddoppio della Tiburtina, e così via. In chiave elettorale, invece, Veltroni ha rilevato con soddisfazione che dalla Relazione il 50 per cento delle famiglie risultano preoccupate dal calo del tenore di vita. Resta da capire come abbia fatto l’Agenzia a cogliere puntualmente gli umori cittadini, nonostante il sensibile calo della disoccupazione.