Strani ecologisti: difendono i boschi e poi sprecano montagne di carta

La foresta dell'Amazzonia piange e noi ci allietiamo nel portare avanti campagne pseudo ambientaliste. Come scrive di tanto in tanto Massimiliano Lussana, la scelta di cosa stampare e pubblicare non è un vezzo, ma è un contributo diretto alla campagna ambientalista, al risparmio delle risorse, siano esse soldi pubblici o privati, energie personali, tempo speso, materie prime investite tra cui, appunto, la carta.
Fatta questa doverosa premessa, sapete sulla scrivania del sottoscritto quanta carta si è accumulata in un mese? Una cosa come venti volantini: tolte le festività, la media è di quasi uno al giorno. A leggerli tutti c'è da sentirsi male, fortuna che sono di carta di ottima qualità (a volte persino satinata) e il retro è bianco: non mancheranno le scorte della carta di brutta. Ma dite che anche altri avranno pensato al riutilizzo di questi volantini o - caso del cittadino medio - avranno afferrato frettolosamente il volantino messogli quasi con la forza nelle mani già occupate con borse, ombrelli e cellulari, vi avranno dato sì e no un'occhiata della durata che va dai due secondi netti al microsecondo abbondante, il tempo di realizzare che si può tranquillamente appallottolare e gettare via, magari pure per terra se nei paraggi non c'è un immediato cestino della spazzatura?
Rassegna di alcuni volantini (tra cui quelli a firma di ecologisti e supposti tali, ovvio). NO al decreto legge numero tal dei tali, NO a quel che dice l'emendamento n. xxx al comma yyy nella direttiva zzz, NO a tutta una serie di altri numeri, relativi ad altre leggi di cui il cittadino sarà sicurissimamente informato (ovvio, se ha seguito la campagna volantini a puntate non può non esserlo). L'importante è dire NO (maiuscolo prego). In fondo al medesimo una vignetta: «Non facciamo cazzate! … capito?» Mi sa tanto che la caz… è già stata fatta: redatta, sottoscritta e stampata: ce l'ho tra le mani.
Via col secondo: «La crisi capitalistica la pagano i lavoratori di tutto il mondo» (notare l'ottimo italiano, da accademia della crusca). E avanti con uno sproloquio sulla crisi internazione. Estraggo qua e là frasi succulente, imperdibili: «La verità è che la crisi internazionale conferma ulteriormente la validità della teoria marxista… La crisi non è una semplice turbolenza del capitalismo: conferma l'attualità della rivoluzione socialista internazionale quale unica via d'uscita, storicamente progressiva…» E, perla delle perle, udite udite: «Il futuro dell'umanità non è compatibile con il potere delle banche, delle assicurazioni, delle grandi imprese, insieme ai loro partiti, governi e Stati». Terzo volantino. Qui si parte meglio: «Giovani protagonisti e coscienti nelle tempeste della storia». Sottotitolo: «Ciclo di incontri giovani». Il finale è ancora meglio: «Primo incontro: cereali, mattoni e benzina: l'assurda logica del capitalismo». Ritorna nuovamente il leitmotiv dell'inno alla speranza, viva i Comitati Leninisti Universitari. Italiani, genovesi doc. Mica Russi di quaranta anni fa. Attualissimi, poco ma sicuro.
I tre volantini di cui sopra sono stati scelti assolutamente a caso tra la pila della carta di brutta che il sottoscritto ha dinanzi; vi si risparmiano gli altri diciassette. Se volete saperne di più o siete interessati a collezionare questi cimeli storici densi di contenuti formativi per la gioventù genovese assetata di valori, basta vi facciate un giro intorno ai principali poli universitari: Via Balbi, Stradone S.Agostino, Via S.Martino. A voi la scelta. Due euro di carta in omaggio è assicurata.