«Stranieri, Anzio come Cittadella»

Anzio come Cittadella. Nel comune in provincia di Padova un mese fa il sindaco ha approvato un’ordinanza che subordina la concessione della residenza a una serie di requisiti, quali un contratto di lavoro con un reddito che garantisca la sussistenza e un domicilio decoroso. E ora «casa e lavoro» potrebbero diventare requisiti essenziali anche per gli stranieri, comunitari o extracomunitari, che vogliano chiedere la residenza ad Anzio. La proposta è del coordinatore di Alleanza nazionale nel comune lidense, Umberto Succi. «Ho presentato un’istanza alla giunta per attuare anche da noi la delibera di Cittadella, che permetterebbe di attenerci a quelle che sono le nuove norme della Ue, recepite in Italia, che prevedono che i residenti abbiano un contratto di lavoro, una tessera sanitaria, un alloggio abitativo regolare», esordisce l’esponente di An.
Non teme che l’iniziativa venga letta come un provvedimento discriminatorio?
«Spero di no. Noi non neghiamo il diritto di ciascuno a chiedere la residenza, ma proponiamo solo una maggiore attenzione nel concederla, attraverso quanto previsto dal decreto varato dal governo, per evitare situazioni di disagio sociale. Ma non è un ragionamento razziale. So bene che i comunitari e gli extracomunitari possono insediarsi a pieno titolo nella nostra comunità ma, come dice Gianfranco Fini, per farlo devono attenersi alle regole e alle normative vigenti. Mi sembra ragionevole».
C’è una convivenza difficile con gli stranieri ad Anzio?
«Più che altro i problemi riguardano le loro condizioni di vita. Ci sono due o tre edifici con un forte accentramento di cittadini extracomunitari, che loro malgrado vivono in decine in poche stanze, in una situazione dove vengono a mancare le più elementari norme igienico-sanitarie. Ritengo che sia poco civile e poco umano permettere a queste persone di abitare ammucchiate in quattro-cinque per camera, senza bagno, spesso in case prive dei requisiti minimi di abitabilità. Sarebbe più solidale lasciarceli? Io ne dubito. E ne dubiterei anche se non fossero stranieri ma italiani».
Che reazione ha avuto la proposta?
«Il sindaco, Candido De Angelis, anche lui di An, l’ha recepita, ora sta studiando l’ordinanza adottata a Cittadella. Io spero che ci sia presto un confronto all’interno della maggioranza, per poi arrivare a un dibattito, aperto e senza pregiudizi, in consiglio comunale».
L’opposizione potrebbe non essere d’accordo.
«Perché no? Nella mia proposta non c’è alcun intento discriminatorio, razziale o ideologico. Dico solo che è giusto che tutti abbiano la residenza, ma prevedendo il rispetto di alcuni criteri, che sono essenziali e auspicabili per gli stessi richiedenti. E garantirebbero maggior sicurezza per tutti e una convivenza più pacifica. Al Nord spesso c’è esasperazione perché sono frequenti i reati commessi da bande criminali straniere. Qui dovremmo intervenire prima che capiti lo stesso. Si parla tanto delle infiltrazioni camorristiche nel nostro territorio: lasciare gli stranieri vivere qui in maniera precaria, da disperati, li renderebbe facile manovalanza per la criminalità nostrana».