«Gli stranieri autori del 40% degli stupri»

Marzio Barbagli lo definisce «un tema scabroso». È il rapporto fra immigrati e criminalità, a cui il sociologo bolognese ha dedicato anni di studi e il suo ultimo libro, Immigrazione e sicurezza in Italia (Il Mulino).
Stranieri e reati: esiste davvero un legame?
«Sicuramente la quota degli stranieri sul totale delle persone denunciate è aumentata. Per quanto riguarda la violenza sessuale, in vent’anni è passata dal 9 al 40 per cento. Una quota molto alta, anche perché gli stranieri sono circa il 6 per cento della popolazione».
Non c’è proporzione?
«No. Di solito, però, i media enfatizzano i casi in cui la vittima è italiana, mentre la maggior parte degli stupri e degli omicidi coinvolge i connazionali. Nel 45 per cento dei casi i romeni stuprano delle romene, nel 35 per cento delle italiane. Non che sia consolante».
La quota di stranieri è salita per tutti i reati?
«Sì, quasi in tutti. Anche se alcuni reati rimangono “italiani”, come corruzione e concussione: sono i white collar crime, i reati dei potenti, che richiedono una posizione sociale. Lo stesso vale per le rapine più redditizie».
Quali reati sono commessi più di frequente dagli stranieri?
«Borseggi e furti in appartamento, dove sono il 49 per cento dei denunciati. E poi rapine, stupri, omicidi e tentati omicidi».
Come si spiega?
«Per i reati contro il patrimonio la spinta è il denaro. Per gli omicidi può esserci, di nuovo, un legame con i soldi, magari nell’ambito del traffico di droga o della prostituzione».
E perché tante violenze sessuali?
«Contano due fattori. Primo: le difficoltà nel rimpatrio degli irregolari. Non tutti ma i “rintracciati”, come il tunisino di Bologna».
L’altro fattore?
«L’integrazione. Le persone più a rischio di commettere stupri e omicidi hanno una rete sociale debole intorno a loro. La povertà economica conta poco».
Quanto conta la differenza fra regolari e irregolari?
«Normalmente gli stranieri criminali sono irregolari, ma dipende dal reato. Nello spaccio di droga, il 93 per cento è irregolare. Negli stupri gli irregolari sono il 62 per cento».
Come spiega questa sequenza di episodi?
«Spesso è casuale. Un’ipotesi è che molte donne siano spinte a denunciare la violenza seguendo l’esempio delle altre vittime. Ma, per dire che un fenomeno è in aumento, bisogna osservarlo sul lungo periodo. In questo senso, anche se è scabroso, si può dire che il numero di stranieri criminali è aumentato».
Perché è scabroso?
«Per me, come tutti quelli di sinistra, sono risultati che disturbano. Quando ho cominciato a occuparmi di questi temi pensavo non fosse vero. Ma il problema esiste, a prescindere dalle posizioni politiche».