Stranieri detenuti, gli Usa arrestano poliziotti iracheni

Bagdad. I soldati Usa hanno arrestato ieri 40 poliziotti iracheni a Bagdad dopo aver fatto irruzione in un edificio del ministero degli Interni in cui hanno trovato 17 prigionieri non iracheni. I militari americani sono rimasti nell’edificio governativo e hanno messo sotto il loro controllo i diciassette detenuti, la cui cittadinanza a tarda sera non era stata resa nota.
Le forze statunitensi sono intervenute ieri sera anche in una moschea di Bagdad, stando almeno a quanto ha riferito una fonte della sicurezza della capitale. I militari hanno ingaggiato un combattimento con i miliziani del capo radicale sciita Moqtada al Sadr, venti dei quali sono stati uccisi. «Sembra che alcuni soldati americani abbiano compiuto un’incursione nel luogo di preghiera e che siano stati accolti a colpi di arma da fuoco». Per questo hanno lanciato la loro operazione», ha aggiunto la la stessa fonte. Un fotografo dell’Afp, giunto sul posto nonostante il coprifuoco notturno, ha visto agenti della difesa civile che portavano via dei corpi dalla moschea.
La conta dei morti continua ogni giorno in tutto il Paese: ieri 30 cadaveri decapitati sono stati rinvenuti vicino al villaggio di Molla Eid, nella provincia di Diyala, la cui capitale è Baquba, città a 65 chilometri a nord-est di Bagdad.