STRANIERI, IL VOTO È MATURO. ANZI NO

Istruzioni per l’uso bis. Questo è il secondo di tre brevi articoli-fotocopia in cui si racconta della sinistra ligure e di un’altra sinistra. Una sinistra che litiga e non trova l’accordo sul diritto di voto agli extracomunitari alle primarie dell’Unione. Cioè a un’iniziativa politicamente significativa, ma giuridicamente inesistente, che ha lo stesso valore legale della seduta per eleggere il segretario del club di Topolino e della riunione per decidere chi sarà il nuovo fornitore ufficiale di abiti neri da pipistrello a Gotham City.
Eppure, nonostante questo, nell’Unione è quasi rissa. Non che sia una novità: però è significativo vedere come parti importanti della Margherita, dei Ds e dell’Udeur ritengano politicamente sbagliato dare il voto agli immigrati nel loro grande gioco di società che li terrà impegnati nel prossimo ottobre.
Ma allora perchè questi signori hanno approvato in Comune di Genova, senza batter ciglio, il diritto di voto agli extracomunitari - poi impugnato dal governo - per le elezioni serie, quelle che hanno valore legale, sia pure amministrativo? Non sarà che l’operazione della maggioranza che sostiene il sindaco Pericu viene ritenuta utile per il centrosinistra, per il quale gli extracomunitari voterebbero presumibilmente in grande maggioranza? Non sarà che invece alle primarie hanno paura che quegli stessi extracomunitari votino per i candidati di Rifondazione, cossuttiani e Verdi e non per Prodi, togliendo voti ai moderati della coalizione? E non sarà che un po’ di coerenza fra la sinistra nazionale e la sinistra ligure non farebbe male?
Domande.