LO STRANO CASO DELLA DOPPIA RECENSIONE

Oggi pubblichiamo due recensioni al romanzo di Antonio Scurati Una storia romantica. Perché due? Perché ce lo ha chiesto Scurati stesso. La storia parrebbe surreale, se non fosse tutta vera e documentata da uno scambio di lettere tra lo scrittore e la sottoscritta. Essendo un carteggio privato, non lo daremo in pasto ai lettori, anche se vi garantiamo che la lettura sarebbe molto gustosa.
Cosa è successo? È presto detto: venuto a conoscenza che il giudizio al suo romanzo era stato affidato a Fabrizio Ottaviani, il critico del Giornale deputato a recensire gli scrittori italiani di un certo rilievo, Scurati ha chiesto una doppia lettura sostenendo che Ottaviani aveva del risentimento personale verso di lui e che quindi ci apprestavamo a impallinarlo a prescindere, come (secondo lui) ha fatto Mariarosa Mancuso sul Foglio. Scurati va oltre, sostenendo che i giornali di una certa parte hanno montato una vera e propria campagna contro il libro. E si chiede: dobbiamo rassegnarci a consegnare le pagine culturali agli uomini del risentimento? Non ho motivo di dubitare della buona fede di Ottaviani che conosco come persona seria e corretta. Queste pagine non sono mai state usate per dare spazio agli odi di fazione ma per parlare di letteratura e, quando possibile, per far circolare le idee. Abbiamo quindi deciso di accontentare il «capriccio» dello scrittore, affidando anche a Giuseppe Conte, poeta e romanziere e finissimo conoscitore del romanticismo, una seconda lettura. A dimostrazione delle libertà di giudizio che abbiamo sempre avuto. Nel frattempo Franco Cordelli e Laura Lilli hanno parlato in modo critico di Una storia romantica rispettivamente sul Corriere e su Repubblica, con questo a conferma di un trasversale complotto (e pertanto davvero inquietante) manovrato da forze ostili nutrite - va da sé - di preconcetti.
Ecco le nostre due recensioni, che i lettori potranno giudicare. Buona lettura.