LO STRANO GIOCO DEI NOMI IN TV

Nomen omen, il destino nel nome anche per chi frequenta la tivù. Di frequente lo spettatore si imbatte in curiosi «matrimoni linguistici» tra il nome di un personaggio e la sua funzione. Che il segretario dell'Unione Consumatori, intervistato in ogni salotto che conti, si chiami ad esempio Rosario Trefiletti, è uno dei primi e più eclatanti scherzi del destino. Ovvero, noi lo definiamo così ma in realtà il rappresentante dei consumatori, a ben pensarci, non poteva certo deludere chiamandosi Mezzofiletto o Duefiletti. Trefiletti era il minimo, per sbaragliare la concorrenza interna e proporsi con più credibilità presso il pubblico dei consumatori, che a sua volta aveva bisogno di riconoscersi in un rappresentante dall'appetito robusto. Stessa sorte è toccata per anni ad Angelo Mangiante, valoroso cronista impegnato a lungo in accurati e puntuali servizi su qualunque scandalo finanziario all'insegna del «è tutto un magna magna», prima di essere smistato da Sky sui campi di calcio. In questo caso il suo nome assume una valenza metaforica ma altrettanto pertinente, ma siamo certi che il Mangiante abbia saputo mantenersi integro e puro, lontano da qualsiasi tentazione partecipativa, di fronte ai mille furbetti del quartierino impegnati nel dividersi torte che in virtù del «nomen omen» spetterebbero pure a lui ma che la funzione giornalistica di controllo gli dovrebbe invece sconsigliare. Meno dilaniante, ma ugualmente segnato, il destino di Barbara Capponi, cui ovviamente i responsabili di Uno Mattina, per tenere fede al suo cognome, ad ogni festività che si rispetti commissionano un servizio sugli strascichi calorici delle abbuffate a tavola. La Capponi, che immaginiamo obbedisca con un sospiro rassegnato, provvede sempre con solerzia e una competenza non certo casuale. Più sfacciato invece il destino del prof. Trinca, che al bivio adolescenziale delle possibili scelte scolastiche è stato evidentemente consigliato, dopo un concitato conciliabolo familiare, di buttarsi su studi solidi e prestigiosi per evitare i lazzi e i frizzi di chi non gli avrebbe mai perdonato una vita senz'arte né parte, spesa tra osterie e bettole. È così diventato uno stimato nutrizionista, addolcendo il destino e dandosi almeno un tono serio e autorevole. Di tutt'altro tenore, ma comunque ancora più impegnativo, il destino toccato a Giuseppe Buonavolontà, inviato dal Tg3 sul confine israelo-palestinese per seguire (ed eventualmente favorire) il difficile processo di pacificazione che per il momento, pur benedetto dal suo nome beneaugurante, stenta peraltro a decollare. Altri casi e altri nomi si presenterebbero alla memoria meritevoli di segnalazione, ma lo spazio è esaurito in attesa di prossimi «aggiornamenti».