Strano ma vero Ranieri è felice: «Giocata un’ottima partita»

Torino Un punto in due partite casalinghe. E, in mezzo, la vittoria all'ultimo minuto di Catania: difficile pensare di avvicinare l'Inter con un ruolino di marcia del genere. Però Ranieri sorride e, beato lui, guarda il bicchiere mezzo pieno: «Quando costruisci così tanto e non segni subito, rischi di non vincere. Buon per noi che sia finita così: si rischiava di rimanere con un pugno di mosche in mano. Abbiamo giocato un’ottima partita, non ho nulla da dire o da rimproverare ai miei giocatori. Diamo merito ai nostri avversari per il gol fatto, ma un errore lo abbiamo commesso di sicuro». L'errore, in sostanza, è di Molinaro che sbaglia a fare una diagonale tenendo in gioco Pazzini: «Rivedremo il tutto insieme ai ragazzi, ma davvero non si può colpevolizzare nessuno. Pensiamo alla globalità della partita: era tempo che non creavamo così tante occasioni da gol e che la squadra non spingeva in questo modo fino al novantesimo. Cosa possiamo dire? Abbiamo preso tre pali e costretto la Samp nella sua area per quasi tutto l'incontro. È andata così: ci sono momenti in cui fai gol alla prima occasione e quasi senza fare fatica, altri in cui devi faticare e guadagnarti la pagnotta. La squadra mi è piaciuta: avremmo potuto arrenderci allo sconforto, invece abbiamo reagito e creato sempre». Non c'è nemmeno spazio per recriminare sull'assenza di Trezeguet che, nell'assalto a Castellazzi, avrebbe potuto rendersi utile: «È da tempo che andiamo avanti dovendo fare il conto con l'infermeria piena, ma non ci si può fare nulla. Preferisco dare merito a chi ha giocato. Bravo Giovinco, per esempio: ha fatto quel che chiedevo, aprendo il campo e servendo l'assist per Amauri». Pare una domenica perfetta, a sentire Ranieri. Così non è, invece. E, martella di qua e martella di là, alla fine arriva una mezza ammissione: «È un pareggio che pesa, certo: per sperare nell'aggancio, dovremmo fare tre punti sempre. Però dobbiamo rimanere positivi, c'è anche la Champions cui pensare. La chiave è sempre la stessa: pensare a noi stessi e basta. Che senso aveva augurarsi un certo risultato nel derby di Milano se poi non fossimo riusciti a battere la Samp?». Appunto. «Avremmo dovuto essere più cattivi sotto porta - butta lì Giovinco -. Avrei preferito vincere e non fare l'assist per Amauri, questo è certo». Alla partita ha assistito anche Ray Wilkins, vice prima di Scolari e poi di Hiddink al Chelsea: «Samp fortunata, la Juve ha un ottimo collettivo. Noi non siamo in crisi: se ne accorgeranno i bianconeri». Avvisati.