«Strano virus nell’Udc, ma noi ci fidiamo di Silvio»

Maroni: se il Polo cambia leader, valuteremo. Cicchitto: siamo cresciuti da quando abbiamo emarginato le tendenze centrifughe

da Roma

Una battuta ambigua seguita da una spiegazione che invece di far chiarezza alimenta la confusione. Le dichiarazioni e le successive note a piè di pagina elargite da Pierferdinando Casini gettano scompiglio nella Cdl e provocano la reazione risentita dei suoi alleati.
Prima di tutto della Lega, che per bocca di Roberto Maroni ironizza su un virus che sembra colpire a turno i centristi. «Ho letto l'attacco di Casini - dice il ministro del Welfare -. Mi pare che in quel partito ci sia un virus che gira, che ha colpito prima Follini e adesso lui, e che fa perdere il valore della coalizione». Maroni critica le precisazioni ed i puntini sulle i che Casini ha messo sulla questione della leadership di Berlusconi nella Cdl. «Non capisco che senso abbia farsi del male così - dice Maroni -. Noi ci fidiamo di Berlusconi leader e siamo soddisfatti perché ha mantenuto i patti. Se ci sarà una riedizione, sappiamo che di Berlusconi possiamo fidarci». Diversa la posizione se si presentassereo altri leader. «Noi abbiamo già indicato Berlusconi come leader. Se il Polo deciderà di cambiare - insiste Maroni - dovremo valutare».
Un altro leghista, il ministro della Giustizia Roberto Castelli, si dice certo del fatto che Casini non volesse indicare qualcuno nel Polo, parlando di venditori di fumo. «Gli illusionisti sono sempre negativi però non so a chi si rivolgessero, certamente non a noi e neanche ad altri della Casa delle libertà», taglia corto il Guardasigilli.
Le precisazioni di Casini non dispiacciono al vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto. «Anche con la nuova legge elettorale di tipo proporzionale - dice Cicchitto - il bipolarismo rimane in piedi e gli elettori non premiano la coalizione eventualmente caratterizzata da una conflittualità interna». E infatti Cicchitto osserva che la Cdl è in ripresa «da quando, pur nell'affermazione dell'identità dei singoli partiti, è stata riconfermata l'unità della coalizione, emarginando le tendenze centrifughe». Cicchitto però lancia una stoccata all’Udc osservando che gli alleati si aspettavano che «l’eventuale candidatura di Baccini a Roma, prima di essere proposta come indicazione di partito, fosse stata sottoposta all’attenzione e alla riflessione dell'intera coalizione».
E sulle parole di Casini interviene anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. «Casini ha smentito di volersi riferire a Berlusconi e smentisco anch’io: non è un illusionista - dice Formigoni -. Noi nel centrodestra dobbiamo alzare il tono degli argomenti, essere più intensi nella comunicazione e nell’incontro con le persone. Non vogliamo una società governata dall’alto, dal centro, statalista. La sinistra italiana ha ancora questa caratteristica: è statalista, centralista e dirigista».
Per Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia cristiana, è naturale che «a fine legislatura Casini riprenda l'iniziativa politica». Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, ritiene che con il chiarimento di Berlusconi e poi quello di Casini si sia fatta sufficiente chiarezza e il caso sia chiuso.