Lo strano zig zag della macchina da piazza Alfieri

Molto strano il percorso scelto dai due criminali per allontanarsi dopo aver travolto Nicolò Savarino con il loro Bmw X5, un continuo zig zag e avanti e indietro da far pensare non conoscessero la zona. Partendo da piazza Alfieri, luogo del delitto, non si passa per via Catone, dove hanno lasciato la bicicletta del vigile, per arrivare poi in via Lancetti, dove è stato ritrovato il Suv. Una destinazione cruciale per i due che, per raggiungerla, girano parecchi minuti attorno al luogo del delitto con il rischio di essere fermati.
La fuga del guidatore del macchinone, dopo aver investito il vigile e averlo lasciato morente in via Varè, prosegue infatti dritto verso piazza Lugano. Da lì si potrebbe accedere direttamente al cavalcavia Bacula e quindi perdersi facilmente nel traffico della tangenziale. Invece i fuggitivi arrivati in piazza Schiavone piegano a sinistra imboccando via Prestinari fino a via degli Imbriani. Qui, se la loro destinazione, come appare evidente, fosse stata via Lancetti, sarebbe sufficiente girare a destra e proseguire dritti.
Invece la Bnw allunga verso via Subiaco che però termina davanti alla scuola media Maffucci. A questo punto sono obbligati a girare a destra e proseguire fino a viale Jenner, impossibile da attraversare perché attraversata dalle rotaie del tram. Il conducente allora entra nel vialone e gira subito a destra imboccando via Catone, fa poche decine di metri e davanti alla chiesta dei Santi Giovanni e Paolo abbandona la bicicletta del vigile rimasta incastrata nel parafango. Un percorso facile da ricostruire: via Catone, senso unico, si può imboccare solo da viale Jenner.
Liberatisi della bici, i due con ogni probabilità girano a sinistra in via Patti, ancora sinistra per via Imbonati e poi dritti verso via Torelli e poi Lancetti, dove abbandonano l’auto. Una destinazione cercata con ostinazione, forse perché nei paraggi sapevano di poter contare su un rifugio sicuro.