«Strasburgo lasciata in balia dei teppisti»

Parigi«Gli abitanti di Strasburgo sono pieni di rabbia. Soprattutto quelli di alcuni quartieri della nostra città dicono d'essere stati abbandonati di fronte ai disordini e alla violenza dei teppisti. Io comprendo perfettamente questa collera della cittadinanza, che sono chiamato a rappresentare. Chiedo spiegazioni alle autorità nazionali. Chiedo che cose del genere non possano più ripetersi. Chiedo che i danni vengano riparati e pagati», è lo sfogo di Roland Ries, 64 anni, senatore e sindaco socialista di Strasburgo. Il vertice Nato di sabato ha lasciato nel capoluogo alsaziano ferite che stentano a cicatrizzarsi. L'accusa che rimbalza come un tam tam è quella secondo cui le forze dell'ordine avrebbero «regalato» alcuni quartieri periferici della città ai teppisti della contestazione internazionale più aggressiva (tra cui c'erano molti tedeschi, particolarmente abituati alle manifestazioni violente). In questo modo la rabbia della «guerriglia urbana» - che inalberava simboli anarchici e d'estrema sinistra - si è sfogata contro un albergo, una farmacia, un vecchio stabile in disuso della dogana francese, tante vetrine e tantissimi cassonetti delle immondizie. Il cielo della città e dei suoi dintorni è stato annerito da colonne di fumo proveniente sia da questi incendi sia dall'abile regia di una contestazione catastrofista, che ha dato alle fiamme montagne di pneumatici al solo scopo di creare il clima dell'apocalisse.
Ieri è stato il giorno delle giustificazioni, che ha visto prima la ministra dell'Interno Michèle Alliot-Marie e poi lo stesso presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy fare ricorso ad un argomento assai discutibile: il paragone tra gli incidenti di sabato a Strasburgo e quelli del 2001 a Genova. «Da noi non c'è stato un morto com'era invece accaduto a Genova», ha detto la titolare dell'Interno. Intervistato dal telegiornale delle 13 sul canale privato Tf-1, Sarkozy ha detto: «In occasione dei vertici di questo genere ci sono sempre stati incidenti. Non parliamo di Genova, quando ci sono stati dei morti. Anche a Londra c'è stato un morto tra i dimostranti. La mia preoccupazione è che in casi del genere non ci siano feriti tra i manifestanti e voglio esprimere la mia solidarietà alle forze dell'ordine». Sarkozy ha anche ironizzato sull'atteggiamento di molti giornalisti, che - secondo lui - si contraddicono perché chiedono una cosa e il suo opposto: un intervento rigoroso delle forze dell'ordine, ma anche il rispetto dei manifestanti.
Il clima politico è avvelenato anche dalle polemiche sugli incidenti che hanno avuto luogo sempre sabato pomeriggio nella città di Bastia, in Corsica. La ragione degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine non ha avuto in questo caso niente a che vedere col vertice di Strasburgo. Si è trattato di una protesta - sfociata in gravi scontri con la polizia - a seguito del ferimento, sempre a Bastia in occasione di una prevedente manifestazione, di un ragazzo còrso di 15 anni, colpito al volto da una granata lacrimogena, che gli agenti avrebbero sparato ad altezza d'uomo. Quella prima manifestazione era stata convocata dagli autonomisti còrsi per protestare contro la condanna all'ergastolo di Yvan Colonna, accusato d'aver ucciso nel 1998 il prefetto dell'isola ad Ajaccio.ATos