Strasburgo: «Nessun nuovo palazzo sulle piste»

Destinatario, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Tema, Linate senza l’aeroporto. Svolgimento, «sarebbe opportuno che la Regione stabilisse, fin d’ora, che tutte le aree confinanti e adiacenti allo scalo di Linate rimarranno vincolate a parco pubblico e non potranno perciò, in nessun caso, diventare aree edificabili». Mittente Cristiana Muscardini, presidente della commissione per il Commercio internazionale al Parlamento europeo.
Avvertenza «onde evitare che qualcuno si faccia idee sbagliate» anche se, naturalmente, è fatto obbligo «preservare, come è giusto, Linate anche in vista dell’Expo». Anche perché, altrimenti, «il suo declassamento avrebbe un danno economico incalcobalile per il sistema impresa» e pure «un danno ambientale di peso costringendo a più lunghi e inutili percorsi automobilistici per raggiungere altri scali». C’è poi, a sostegno della posizione assunta dal presidente del gruppo Uen a Strasburgo - composto da 44 parlamentari europei, tra cui gli eletti di Lega e An -, anche un dettaglio che, in una nota stampa, ricorda Roberto Caputo (Ps): «A Linate dovrebbe arrivare la nuova linea metropolitana, che rappresenta un valore aggiunto inestimabile per chi, una volta dismesso lo scalo, pensa alla possibile speculazione immobiliare dell’area». Una linea metropolitana voluta e finanziata proprio per svilupparlo come city airport.
Per verità di cronaca va però detto che questi timori non trovano alcun riscontro. Anzi, c’è la volontà di non ridurre lo scalo milanese alla sola navetta Milano-Roma. E, poi, come ricorda l’europarlamentare Muscardini al presidente Formigoni, «Linate è vitale anche per l’Emilia Romagna». Valutazione sottoscritta dagli imprenditori di Piacenza e Cremona che plaudono alla «difesa coraggiosa di Formigoni» contro «il de profundis suonato dai vertici di Cai».