Ma gli strateghi dei listini invitano alla calma

«Una correzione attesa e i numeri dicono che non c’è bolla speculativa»

da Milano

Gli strateghi delle Borse invitano alla calma: è una semplice correzione, difficile che duri un giorno solo, ma non ci sono ragioni per disegnare scenari drammatici. «Come sempre situazioni di questo tipo sono innescate da coincidenze imprevedibili», spiega Gianluca Verzelli, responsabile sviluppo di Bnp Paribas Banque Privée. «Ieri è stata la volta della Cina, hanno pesato le osservazioni pessimistiche di Alan Greenspan degli ultimi giorni. Ma le ragioni di una pausa ci sono tutte: dall’inizio dell’anno e in meno di due mesi gli indici borsistici avevano fatto segnare ovunque una crescita del 2% o superiore. Su base annua questo vuol dire rialzi che vanno dal 12 al 18% su alcune piazze. E questo dopo una corsa dei listini che dura praticamente senza interruzioni da quattro anni». Il risultato, secondo Verzelli, è uno solo: «Lo stop potrebbe certo non durare un giorno solo, ma sul medio periodo potrebbe addirittura fornire buone occasioni d’acquisto».
Sullo stato di salute dei mercati pone invece l’accento Giovanni Landi, ex amministratore delegato di Nextra, attualmente alla divisione international banking di Intesa Sanpaolo. «Se guardiamo ai fondamentali di piazze come quelle europee o quelle Usa non sembra ci sia nulla di preoccupante. I prezzi stanno trovando un loro equilibrio dopo il lungo recupero iniziato successivamente allo scoppio della bolla Internet e alle Torri gemelle. Le imprese lavorano e fanno profitti: nel 1999 il rapporto tra prezzo e utili viaggiava spesso intorno a quota 23/24. Oggi siamo a valori compresi tra 14 e 15. La situazione è ben diversa». Pesano, inoltre, secondo Landi, fattori positivi come quelli della liquidità a disposizione, che rimane abbondante. «Anche lo scenario legato all’aumento dei tassi europei sembra assorbibile con facilità dal sistema, mentre sui mercati internazionali si stanno affacciando due miliardi di nuovi consumatori concentrati in Cina e India».
«Certo la giornata di ieri dimostra una cosa significativa - aggiunge Armando Carcaterra, responsabile investimenti di Bpm Gestioni -: una qualsiasi situazione di incertezza può provocare ribassi tra il 3 e il 4% in una sola seduta. Tutti sono pronti a vendere visto che evidentemente ritengono di muoversi su livelli già al limite». Anche per Carcaterra, però, i dati macroeconomici non inducono al pessimismo. «Nel 2007 le previsioni più accreditate parlano di una crescita dell’economia internazionale del 4%. Per di più con una riduzione degli squilibri tra le varie aree che avevano caratterizzato gli anni scorsi. Le imprese continuano a macinare utili e anche un live rallentamento, visto il boom degli ultimi anni, non sarebbe un problema». Nessun rischio, dunque? «Forse uno solo: che la situazione finisca con l’avvitarsi su se stessa, soprattutto dal punto di vista psicologico».