La strategia di Benitez: «Per ora, si salvi chi può»

nostro inviato ad Appiano Gentile

L’ultima trovata strategica di Rafa Benitez dice: «Si salvi chi può». Per magari aggiungere: «Io può». No, lui ha diversificato: «Saremo in difficoltà almeno fino a gennaio. Dobbiamo essere compatti, poi qualcosa cambierà». Leggi acquisti, altrimenti potremmo vederlo anche imbufalito. Per ora Rafa è un leone dormiente, come l’Inter. Dici derby e quell’altro replica. «La partita che conta è la prossima». Cioè quella di oggi a Lecce. Tipiche banalità da calcio routine. Ma c’è da capire Benitez. Più Benitez che l’Inter. Poveretto, è arrivato e si è visto arrivare addosso di tutto: dallo tsunami degli infortuni all’improvvisa vena risparmiosa del padrone. Quasi si tenga i danari per soddisfare un prossimo allenatore, e non quello attuale. A pensar male, quasi mai si fa peccato.
Ma intanto l’Inter fa pensare ad altro. Ieri non si è allenato Sneijder per il terzo giorno consecutivo. Ovviamente non è partito per Lecce, al contrario di Stankovic pronto a tornare (magari dalla panchina). Spiegazione: «Dopo lo svenimento nello spogliatoi di San Siro, abbiamo fatto esami e aspettiamo gli esiti». Difficilmente all’Inter ti fanno sapere le cose come stanno, dunque quello di Sneijder è un caso oppure un giallo. Comunque qualcosa di poco chiaro o di preoccupante. Ti fanno sapere che il giocatore è sempre molto stanco. Non sono buone notizie per un atleta gagliardo come l’olandese. Ma davvero nello spogliatoio c’è stato uno svenimento? Non altro? Non insubordinazione? A pensare male...
Ecco questa è l’Inter pre derby. Piena di dubbi, incertezze, risposte mozze e titolari da recuperare. Benitez ieri non sapeva proporre risposte piene di vigore. Pareva un uomo fotografato mentre si gratta la crapa e non ci capisce niente. Si è limitato a raccontare: «Non avrei mai creduto di trovarmi in una situazione come questa. Non mi aspettavo così tanti problemi in una squadra che l’anno precedente ha vinto tutto: pensavo di dover solo migliorare qualcosa».
Invece deve solo contare gli infortunati. Riepiloga convinto di ritrovare Cambiasso nel derby, magari ci sarà anche Julio Cesar (l’arrivo di Viviano nella prossima stagione sarà un foglio di via per il brasiliano), insiste sull’infortunio di Samuel per chiarire che, in difesa, andrà trovato un sostituto. L’ideale, fa intendere, sarebbe acquistare un difensore, un centrocampista e un attaccante. Fa intendere, senza confermare. C’è una squadra da rinvigorire. L’obiettivo primario lo dice sottovoce: «Dobbiamo vincere la coppa Intercontinentale». Intanto alleva e prova giovani. Stavolta se ne porta dietro sei, cinque dei quali under 20. «Sono ragazzi che hanno fame», racconta. E spiega: «Possono fare la differenza, hanno voglia di vincere. Con loro contiamo di arrivare a gennaio al top delle classifiche. Poi vedremo che fare!». Il pensiero corre sempre avanti, al mese che farà da spartiacque tra l’Inter del «si salvi chi può» e quella che Benitez spera di sentire più sua.
La vista derby potrebbe diventare da mal di testa se la squadra non acchiapperà il risultato a Lecce. Rafa proverà ancora il modulo con due punte, e largo alla gioventù: Santon, Obi, Coutinho, Biabiany. Gente per giocare veloce e magari con un pizzico di contropiede. I gol cominciano ad essere distillati. Ma il tecnico tien conto dei tiri in porta. «Nell’ultima partita sono stati 32: tanti. Dobbiamo solo migliorare nella precisione». Discorso spesso ripetuto e che ballonzola su un ciglio pericoloso dall’inizio del campionato. Benitez conta i tiri. La classifica considera soprattutto i gol e i goleador (quelli nerazzurri sono solo 4). Altrimenti il derby e la pesca di gennaio potrebbero diventare illusioni perdute.