Strategie Telecom, la rete e Telefonica

Telecom resta un’incognita per gli analisti. Da più parti infatti si scommette che qualcosa dovrà accadere. Lo spera anche il più importante azionista privato della società di telecomunicazioni, ossia Marco Fossati, che ha messo la sua partecipazione, circa il 5%, a disposizione di chiunque abbia un progetto industriale in grado di valorizzare questo asset. Le ipotesi sono sostanzialmente due: da un lato ci sarebbe una fusione con Telefonica, soluzione non gradita al governo che non vuole cedere una società così strategica per il Paese, dall’altra c’è lo scorporo della rete che potrebbe portare denaro nelle casse di Telecom e far scendere il debito complessivo da 35 a circa 20 miliardi di euro. Il vero problema di Telecom è il debito elevato e quindi la scarsa capacità di poter intraprendere investimenti per allargare il perimetro delle sue operazioni. La cessione della rete insomma non produrrebbe gli stessi benefici effetti che ha prodotto su Enel, che ora è una società con interessi in molti Paesi. I conti di Telecom invece sono legati molto all’Italia (e poco al Sud America) e dunque le previsioni per il futuro, dato che le tariffe telefoniche sia fisse sia mobili sono viste in calo, non sono certo esaltanti. Il risultato è che il titolo è da settimane vicino al valore di 1 euro. Ma la pazienza degli azionisti sembra sia agli sgoccioli. MC