Per Strauss la Fleming dà il meglio di sé

Antonio Pappano l’ha voluta al suo fianco nel concerto interamente dedicato a Richard Strauss di questa sera a Santa Cecilia. Parliamo di Renée Fleming fra le poche in grado di riempire un teatro, con il solo nome in locandina; il repertorio passa in secondo piano. Oltre la Fleming sono oggi in grado di compiere il miracolo del «tutto esaurito», anche la Bartoli, la Gheorgiou. Cos’ha una «diva» che una cantante, anche bravissima, non ha? Nulla e tutto. E come coltiva ed alimenta il suo mito? Una diva, innanzitutto, si fa desiderare, l’eccessiva presenza la danneggia. Benedetti Michelangeli od Horowitz, due miti in campo pianistico, se avessero suonato regolarmente in ogni parte del mondo, non sarebbero diventati quei monumenti che sono diventati. È l’attesa che genera desiderio; e attesa e desiderio alimentano il mito. Ma la vera diva si riconosce in scena, quello che fa nella vita - a differenza di quanto accadeva in passato - oggi interessa meno. Quando calca il palcoscenico, si trasforma, diviene quasi irriconoscibile: prende possesso della scena e va alla conquista, oscurando chiunque altro e mettendo tutti ai suoi piedi. Renée Fleming che viene di rado in Italia, e che in questa settimana oltre Roma, toccherà anche Milano e Napoli, incarna perfettamente una diva del canto. Inoltre, ha amministrato la sua voce con grande sapienza, conservandone intatte le caratteristiche tecniche e naturali , anzi rafforzandole; ed ha allargato il repertorio con intelligenza, dimostrando via via grande versatilità stilistica. Un appuntamento da non mancare. Il concerto si aprirà con il poema sinfonico I tiri burloni di Till Eulenspiegel, seguito dal finale di Capriccio, nel quale canterà al Fleming; subito dopo il suo cavallo di battaglia: i notissimi Quattro ultimi Lieder e infine da Il cavaliere della rosa, suite di valzer( prima serie, 1944). Repliche 31 ottobre, ore 19.30, e mercoledì primo novembre, ore 21. Info: 06.8082058.