"Strauss-Kahn mi assalì" Rompe il silenzio Ophelia la cameriera del Sofitel

Nafissatou Diallo, alias Ophelia, la cameriera che accusa Strauss-Kahn di stupro, dà la sua versione a <em>Newsweek</em>: &quot;Mi è saltato addosso come un pazzo. Per colpa sua mi trattano come una prostituta. Voglio che vada in prigione&quot; GUARDA le<strong><a href="/fotogallery/parla_ophelia_cameriera_che_accusa_strauss-kahn/id=3238-foto=1-slideshow=0" target="_blank"> foto</a></strong>

New York - Nafissatou Diallo,la cameriera che accusa l’ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Dominique Strauss-Kahn di violenza sessuale rompe il silenzio e concede la sua prima intervista al settimanale Newsweek. Ricostruisce quanto sarebbe avvenuto sabato 14 maggio nella stanza 2806 dell’hotel Sofitel e ribadisce di non aver mai ritrattato o cambiato versione: "Ho detto quello che Dominique Strauss-Kahn mi ha fatto. Non ho mai cambiato versione. Io so quello che mi ha fatto. Per colpa sua mi trattano come una prostituta. Voglio che vada in prigione. Voglio che sappia che ci sono dei posti dove non può usare il suo potere e i suoi soldi. Noi siamo poveri ma buoni. Io non penso ai soldi", ha dichiarato la cameriera.

La ricostruzione della cameriera Diallo ricostruisce nel dettaglio la dinamica della presunta violenza. Diallo ha raccontato di aver bussato alla porta della suite che credeva vuota e di aver detto: "Buongiorno? È la cameriera". Quando Strauss-Kahn è apparso nudo nell'entrata, la donna avrebbe detto "Mi dispiace molto" e si sarebbe girata per uscire. Lui avrebbe risposto: "Non ti devi dispiacere", chiudendo la porta e avvicinandosi a lei "come un pazzo". Diallo avrebbe allora tentato di impaurirlo: "L'ho spinto, mi sono alzata, volevo spaventarlo. Ho detto: "Guardi, il mio supervisore potrebbe essere proprio qui'".

"Ero spaventata, non volevo perdere il lavoro" Ma Strauss-Kahn le avrebbe risposto che nessuno poteva sentire, continuando a strattonare il suo vestito, tirandole giù i pantaloni, infine bloccandole la testa e costringendola a un rapporto orale. Dopo, ha detto la donna, "sono corsa nel corridoio, ero nervosa, spaventata, non volevo perdere il lavoro". Mentre cercava di calmarsi ha visto Strauss-Kahn uscire dalla stanza con il bagaglio. "Non so come si sia vestito così velocemente. Mi ha visto e non ha detto niente". Diallo è poi rientrata nella stanza 2806, quella dove è stata assalita, per recuperare gli strumenti di lavoro.

"Non sapevo chi fosse" sapevo Il responsabile dell’albergo poco dopo l’ha incontrata nella hall e l’ha vista scossa. "Se qualcuno cercasse di violentarti in questo lavoro cosa faresti?" ha chiesto Diallo. In quel momento è scattata la macchina e un’ora dopo aver parlato con il responsabile, è stata chiamata la polizia. La mattina seguente su Channel 7 ha saputo chi era l’uomo che l’ha assalita. "Guardavo Channel 7 e hanno detto che quell’uomo, io non lo sapevo, doveva diventare il prossimo presidente della Francia. E ho pensato, adesso mi uccideranno". Ora Diallo dice che vorrebbe tornare a lavorare nell’albergo, ma nel reparto lavanderia.

"Vuole infiammare l'opinione pubblica" Netta la risposta dei legali dell'ex direttore del Fmi: "Vuole infiammare l’opinione pubblica". Secondo gli avvocati di Strauss-Kahn l'intervista è "un circo indecoroso" progettato per infiammare l'opinione pubblica. Gli avvocati della donna hanno invece accusato la difesa dell'ex capo dell'Fmi di condurre una "campagna diffamatoria senza precedenti contro la vittima di un'aggressione sessuale".