Strauss-Kahn oggi dal giudice La moglie lo difende: "Un complotto"

Il direttore del Fondo monetario è stato arrestato sabato con l'accusa di stupro: ha rincorso nudo una cameriera dell'hotel Sofitel di New York. È stato catturato all’aeroporto. Lui si difende: &quot;Sono innocente&quot;. <strong><a href="/esteri/dalla_gauche_piu_sollievo_che_solidarieta/16-05-2011/articolo-id=523414-page=0-comments=1#commenta">Francia: dalla <em>gauche</em> più sollievo che solidarietà</a></strong>. <strong><a href="/video/strauss-kahn_manette/id=strauss_kahn_manette">GUARDA IL VIDEO</a></strong>

Simenon, che era Simenon, e se c’era una femmina in giro faceva terra bruciata, e le cameriere lo ingolosivano non meno delle baronesse, non avrebbe mai commesso una simile connerie, per dirla in francese. Perché anche con le cameriere, soprattutto con le cameriere, avrebbe fatto dire Simenon all’ispettore Maigret, ci vuole stile. Dominique Strauss-Kahn non ce l’ha.

E uno che vuol fare il presidente della Repubblica, e non ha stile, a Parigi è fottuto in partenza. Sempre per dirla in francese.
Ora, che il signor direttore generale del Fondo monetario internazionale - un sommesso de profundis anche per il suo incarico - avesse una irresistibile, compulsiva passione per la gnocca, era risaputo. Ma che arrivasse al punto da farsi pizzicare per «molestie sessuali» dalla polizia di New York come un qualsiasi mariuolo in fuga - beccato sull'aereo dell'Air France pronto al decollo, davanti allo scelto pubblico della prima classe, scandalizzato e sgomento - questo non lo avrebbe creduto probabilmente neppure l'autrice del libro che l'anno scorso sputtanò urbi et orbi il sessantaduenne signor direttore generale, raccontando appunto la sua ossessione per l'oscuro oggetto del desiderio e vaticinando (non a caso lo pseudonimo scelto dall'autrice è Cassandra) la sua rovina, ingoiato nel maelstrom di quella cosa lì.

Sembra una barzelletta triste, una storia da cartone animato, col lupo cattivo tutto nudo che tende un agguato alla dolce e indifesa fanciulla, quella che ieri, in un lampo, si è imposta come la notizia del giorno. Ma è così strampalata, la storia; e imbarazzante, e grottesca - sospesa com’è fra il tragico e il ridicolo - che viene voglia di credere a un vigliacco saltafosso, come infatti si mormora; a un tranello teso al potente imperatore del Denaro da oscuri nemici intenzionati ad impallinarlo una volta per sempre.

La cronaca si racconta in due righe. Strauss-Kahn è nella sua fastosa, rutilante suite (tremila dollari a notte) all'hotel «Sofitel» di New York, vicino a Times Square. All’una del pomeriggio, la cameriera trentaduenne che entra nell’appartamento si vede venire incontro Strauss-Kahn nudo come un verme.

Il signor direttore, che ha verosimilmente perso la trebisonda ed è sotto l’effetto di un attacco di satiriasi, afferra la donna, la butta in terra e tenta di stuprarla. Lei si divincola, ma lui le è di nuovo alle calcagna, brancicandola in bagno e sul letto, dove secondo l’accusa riesce ad abborracciare un rapporto orale. Fino alla fuga precipite di lei, che avvisa la direzione che avvisa la polizia. Strauss-Kahn intanto se la fila all’inglese; ma così di corsa da dimenticare in albergo il suo telefono cellulare e altri oggetti personali. Non sa, il tapino, che la NYPD Svu, la spietata Special Victim Units della polizia newyorkese, celebrata in Tv dai telefilm della serie «Law & Order», è già sulle sue tracce.

Un’ora dopo, lo sputtanamento di Strauss-Kahn fa il giro del mondo, senza tralasciare le Molucche e il golfo del Bengala.
In qualsiasi altra parte del pianeta, una storia così avrebbe comunque provocato, e giustamente, danni al protagonista. Ma in America, signor direttore generale! Nella terra del femminismo, del protestantesimo bacchettone e del politically correct! Dove per una faccenda del genere -tentata violenza, aggressione sessuale e sequestro- si rischiano vent'anni, diconsi venti, di carcere!
Anne Sinclair, la moglie miliardaria e giornalista, ha detto di non credere «neppure per un secondo» alle accuse rivolte al marito. Il quale, per bocca del suo avvocato, naturalmente si dice innocente. Ma forse un filino di prudenza, da parte di madame, non guasterebbe. Il più accreditato successore di Nicolas Sarkozy alle elezioni dell'anno prossimo (cioè l'ex) non è nuovo a fesserie del genere. Già nel 2008 era rimasto scottato da una tresca con una sua collaboratrice, l'ungherese Piroska Nagy. Il resto, con dovizia di particolari piccanti, l'aveva raccontato la citata Cassandra ne «I segreti di un possibile presidente», rivelando la passione di Strauss-Kahn per i locali di scambisti e pubblicando una serie di imbarazzanti testimonianze.

E sì che lo stesso Sarkozy, citato dal Times di Londra lo aveva messo in guardia. «A Washington -gli aveva detto- non scherzare su queste cose. Evita di prendere da solo l’ascensore con le stagiste! Per favore, niente fesserie».