Stravaganze: Pioraco ha il record

All’undicesima gravidanza i due sfiancati genitori chiamarono la loro neonata Finimola. Possiamo consolare i lettori increduli con il fatto che la bambina venne poi soprannominata più benevolmente Felicetta, ma sulla sua carta d’identità il marchio della nascita è rimasto impresso per la vita.
Quando gli abitanti di Pioraco raccontano la storia di Finimola si fanno una risata. La signora Finimola non è stato un incidente di percorso. Quel paesino del Maceratese di poco più di un migliaio di anime è famoso non solo per le bellissime carte di Fabriano e per il suo ameno paesaggio, ma anche perché è pieno zeppo di nomi matti. Anzi, era. Da qualche decennio anche a Pioraco hanno messo la testa a posto e solo i vecchi possono vantare nomi altisonanti come Cleofe, Aide o Guerriero. La signora più anziana del paese, 98 anni suonati, si chiama Proba, mentre tre sorelle si chiamano rispettivamente Cleofe, Aride e Enedina. C’è anche Gisleno, Cesarino e udite udite, Mariso. Due fratelli inseparabili si chiamano Delmonte e Delpiano mentre non manca Aeroplano, Venere, Giove, Marte. Una signora vanta l’appellativo di Orifiamma, un’altra di Onesta. Non manca Frondiano, Vinnaco e Rito, che sta per Rita al maschile. C’è anche Anarchino, un arzillo 86enne che spiega: «Mi chiamo così perché mio padre era anarchico. Il prete per battezzarmi, ha dovuto togliere la A e sono diventato Narchino. Poi durante la guerra il Duce ha fatto modificare diversi nomi e io mi sono trasformato in Mansueto».