Strega, il Caos Calmo di Veronesi batte la Rossanda

Sconfitta 177 a 150 «La ragazza del secolo scorso» nonostante i pronostici della vigilia

E alla fine l’ha spuntata lui. Arrivato in finale con 177 suffragi, dopo una sfida all’ultimo voto e sotto gli ombrelli aperti, sfida che ha molto rivitalizzato questo premio, giunto con qualche affanno ai sessant’anni, non pochi, neppure per una società di tenaci ottantenni come la nostra. Dunque il «giovane» Sandro Veronesi ha battuto l’«anziana» Rossana Rossanda (favorita nella cinquina) che è arrivata seconda con 150 voti. Seguono con distacco gli altri tre: Massimiliano Palmese (L’amante proibita, Newton & Compton), terzo con 18 voti; Pietro Grossi (Pugni, Sellerio) quarto con 15 voti; Sergio De Santis (La città dei crolli, Avagliano) quinto e ultimo con 7 voti. Resta il mistero dell’unica scheda nulla. Soddisfatta Anna Maria Rimoaldi che si era augurata «qualità alta e agonismo»
Il Caos calmo di Veronesi (Bompiani) ha dunque avuto la meglio su La ragazza del secolo scorso di Rossana Rossanda (Einaudi), come dire che la narrativa, l’invenzione del romanzo, ha vinto sulla memorialistica, sul ricordo, sulla riflessione. La vicenda contemporanea di Pietro Paladino - padre in difficoltà che decide di trascorrere la vita in una macchina posteggiata davanti alla scuola della figlia - è stata preferita all’autobiografia personale e politica della donna impegnata, racconto che parte dall’infanzia per attraversare la Resistenza e le varie crisi della sinistra (Ungheria, Praga, Sessantotto) fino all’espulsione dal Pci e alla fondazione del Manifesto.
Gara tesa e appassionante, dunque, in contrasto con l’ostentato savoir faire dei due duellanti, profusisi alla vigilia in un minuetto di inchini, sorrisi e complimenti. Rossanda: «Non immaginavo neppure che il mio libro sarebbe arrivato in cinquina, non ci avevo proprio pensato e neppure mi aspettavo il successo che ha avuto. La cosa che mi ha colpito di più è stato l'interesse dei giovani, chissà perché leggono il libro di una vecchiaccia come me? Sono contenta ma non mi interessava né competere né vincere, il libro è già andato al di là di quello che mi aspettavo. E poi la competizione in fondo non esiste: la mia Ragazza e il Caos di Veronesi sono due libri diversissimi».
Veronesi di rimando: «I punti di forza di un libro sono azzerati dall’altro e viceversa». Ad entrambi - figurarsi - è piaciuto il libro dell’avversario. Rossanda: «Io non sono una scrittrice ma una giornalista politica molto impegnata. Il mio non è il libro di uno scrittore, è un colpo di sonda politico-culturale. Ho lavorato sulla memoria e sulla valutazione che uno fa della memoria. Il libro di Veronesi mi piace, parla di un lutto e della sua elaborazione che annulla tutto e cambia la visione delle cose, le rende più armoniose. Lui è uno scrittore».
Veronesi: «A me La ragazza del secolo scorso è piaciuto. È un libro che merita l’interesse che ha avuto. È un’opera letteraria. Con un libro si può diventare scrittore». Al termine, comprensibile esultanza di Veronesi e garbato sorriso di circostanza di Rossanda, molto elegante in color verde mare.