Stregato dai colori del Grifone

Scoglio ci ha lasciato in quest'autunno triste e dopo un'estate maledetta per noi genoani.
Eravamo amici non solo per il comune amore per i colori rossoblu, eravamo amici perché ci parlavamo tutte le volte che era possibile. Anche lunedì alle 2 e mezzo del pomeriggio c'eravamo sentiti al telefono. Scoglio mi aveva invitato ad andare con lui in Guinea Bissau perché voleva presentarmi il Presidente di quel Paese. Gli ho detto che non sapevo quando sarebbe stato possibile per i miei troppi impegni.
Ci siamo lasciati con la promessa di risentirci presto. Invece se n'è andato per sempre mentre parlava del Genoa, del suo e del nostro Genoa.
Era l'uomo della franchezza, in un mondo d'ipocrisia e di sottomissioni come quello del calcio. Un uomo competente e passionale capace di remare controcorrente nel segno della lealtà delle opinioni. Il Genoa l'aveva nel cuore che ha cessato di battere subito dopo che per il Genoa aveva discusso, un franco scambio d'opinioni, con civiltà ed onestà con il presidente Preziosi.
Un'altra sventura per il popolo genoano ed io credo per tutti gli sportivi italiani. La sua morte, improvvisa e crudele, durante un dibattito televisivo aggiunge una pagina triste alla storia spesso amara del caro e vecchio Genoa.
Noi genoani non lo scorderemo e rimpiangeremo il suo impeto ed il suo amore per i colori che lo avevano stregato.