Le streghe son tornate

Silvio vada avanti,

la gente è con lui
Ho visto la trasmissione Porta a Porta con la partecipazione di Silvio Berlusconi. Sono molto preoccupato del tiro a bersaglio che si prepara verso il Cavaliere. Lui non presti il fianco a simili affronti giornalistici, faccia parlare i suoi stretti collaboratori senza esporsi troppo. È risaputo che la grande stampa e in genere i media sono in mano al potere reale del Paese, quello finanziario, che sta da una parte ben precisa, come quello degli apparati statali, della magistratura e della scuola. Non servono molte parole e spiegazioni, la realtà parla da sola e la gente lo sa. Vada dritto per la sua strada, Cavaliere, la maggioranza degli Italiani è con lei.

Il Cavaliere non deve esporsi troppo? Non sarebbe da lui.
Altro che Spello

lo sfondo è l’Italia
Perché Veltroni ha iniziato la sua campagna elettorale da Spello in Umbria quasi ad esorcizzare il disastro di Prodi e della miseria morale, economica e politica nella quale ha precipitato l’Italia? Perché non ha messo sullo sfondo i paesaggi a lui noti dell’area golenale del Tevere e delle bidonville che il quartiere di Prima Porta ospita, simboli questi delle magnifiche sorti e progressive che la sinistra ha regalato all’Italia, luogo di deportazione e riduzione alla schiavitù del marciapiede di una generazione di ragazzine comunitarie. Perché non ha iniziato dallo stabilimento Tyssen-Krupp, segno osceno del neocolonialismo industriale franco-tedesco sprezzante delle leggi e della vita dei nostri operai, contro il quale la miope sinistra non ha saputo muovere un dito pur potendosi avvalere di una macchina statale colossale e se ben diretta, di efficienza sufficiente a risolvere l’annoso problema delle vittime del lavoro e della sua riduzione entro limiti fisiologici?
Alfonso D’Auria e-mail

Spello è un paesino bellissimo. Ma a me sembra sempre voce del verbo spellare
Pd e «Cosa rossa»

attenti a quei due
Su vari quotidiani di sinistra trovo tabelle e sondaggi che sommano sempre Partito democratico e «Cosa rossa», in pratica la coalizione di Prodi senza Mastella e Dini, e raffrontano il totale con il Popolo della Libertà, il centrodestra. Cosa significa? Tutti sanno che Veltroni corre da solo e poi farà di nuovo l’ammucchiata che tanti bei risultati ha dato? Se prima, partendo insieme, è finita a stracci in faccia tra Unione e comunisti, dopo le elezioni altro che programma di sinistra: sì, perché le sinistre estreme saranno molto più forti quanto a potere di ricatto politico, perché sarebbero necessarie governare. O si fa quanto diranno Diliberto e Bertinotti o non ci sarà governo, e cosa gli si risponderà?
Lettera firmata e-mail

Non credo che sarà possibile un’alleanza tra Veltroni e Cosa Rossa dopo le elezioni. Però...
Onorevoli stipendi

il Pdl li riduca
Leggo con grande attenzione, e perfino apprensione, il programma del Popolo della Libertà. Lo condivido punto per punto, anche se è molto sintetico. Un programma però, secondo me, non può essere di soli novi punti, per cui mi permetto di aggiungerne un decimo: parificazione di salari e pensioni di deputati, anche quelli al Parlamento europeo, e poi giudici e dirigenti pubblici, ai livelli dei loro colleghi europei. Sarebbe molto apprezzato da noi comuni mortali. E già che ci sono suggerisco anche di parlare di politica energetica e smaltimento dei rifiuti inteso anche come fonte di business per i cittadini anche campani, e di come il problema in Europa, ma anche nel nord-Italia sia risolto senza inquinamento ma anzi producendo energia e recuperando materiali puliti e riciclabili.
Lucio Pieri e-mail

La riduzione dei costi della politica è una delle richieste principali degli elettori. Chiunque vinca dovrà tenerne conto.
I grandi economisti

non sanno contare
Con il suo intervento che smentisce l’esistenza del «tesoretto» il ministro Tommaso Padoa-Schioppa affossa ogni ipotesi di intervento a favore degli stipendi. E dei contratti pubblici dice: «Spese non iscritte a bilancio». Da questo, riportato anche dal Giornale si evince che il professor Padoa-Schioppa e tutta la compagine prodian-veltroniana considera gli italiani come degli imbecilli che non sanno fare due più due. Ora, se nel bilancio di previsione non sono conteggiate eventuali future uscite (così come altri capitoli di spesa non conteggiati ma comunque da onorare) che il prossimo governo dovrà comunque sopportare, a casa mia questo si chiama «buco», se volete «preventivo». Dal bilancio corrente hanno lasciato fuori delle cambiali (dei debiti) che nel prossimo futuro dovranno comunque andare all’incasso. E questi sarebbero i grandi economisti che dovrebbero (o avrebbero voluto) guidare il Paese. Ma non mi facciano ridere.
Giovanni Piero Clementi - Novara

Il ministro Padoa-Schioppa si è giocato una buona reputazione in questo disastroso governo. Chissà perché.
Affitti in nero:

una cifra enorme
Spesso artigiani, liberi professionisti, negozianti e imprenditori vengono accusati di evadere il fisco per prestazioni in nero. Nessuno però ha mai preso in considerazione il problema degli studenti che frequentano istituti scolastici e universitari fuori dalle loro residenze. L’affitto di una camera e anche solo di un letto presso privati costa fino a 400-500 euro al mese, sempre richiesti in nero. Ovviamente nei centri più piccoli tale esoso mercato ha dei valori minori, ma se consideriamo il numero di questi studenti (400mila?) e gli affitti richiesti (una media di 350 euro mensili a testa) penso si superi il miliardo di euro all’anno, cifra sicuramente ignorata dal pur vorace nostro fisco. Niente a che vedere con la multa rifilata a un commerciante che non aveva battuto lo scontrino fiscale a costo zero per aver regalato una caramella a un bambino, credo suo figlio.
Bruno Neri Ruffini - Milano

Non mi risulta siano state fatte recentemente ricerche in quel settore. Ma ci informeremo.
Ora in campo

i «guardiani del voto»
A pranzo con il mio capufficio (che è dell’Udc), riflettevo che la Casa delle Libertà - pardon il Popolo della Libertà - avrebbe fatto male a rifiutare l’«election day». Lo faceva per reazione alla sinistra, credendo che gli elettori altrui vadano compatti alle urne come sempre. Io invece dico che alle elezioni quelli di sinistra - e ci metto anche il Partito democratico - saranno in crisi per via delle divisioni e delle incongruenze fra gli apparentamenti locali e quelli nazionali. Va bene l’election day: è una scelta meno costosa. Semmai concentriamoci sui rappresentanti di lista: è lì che non dobbiamo perdere neanche un voto. Ma un’altra cosa che voglio dire al Cavaliere è: coraggio, la sua posizione sull’aborto è dalla parte giusta, della vita della speranza, della libertà.
Baback Falamaki - Milano

Election day passato, come ha visto. Altre idee dal capufficio?
Furio Colombo

accecato dall’odio
Ci sono alcuni giornalisti che sono nemici acerrimi di Silvio Berlusconi, per motivi politici oppure - chissà - personali, e mi riferisco ai vari Barbacetto, Travaglio, Gomez, che in ogni trasmissione televisiva scaricano acredine contro il Cavaliere. Ma ce n’è uno in particolare, e mi riferisco a Furio Colombo, che ha un odio viscerale contro Berlusconi, un odio che non si spiega con la normale contrapposizione politica. Quando viene invitato a qualche trasmissione televisiva, parlando del suo principale nemico, lo fa con la bava alla bocca, già il suo aspetto lo fa sembrare un inquisitore, viso tirato, occhi spiritati e voce acidula. Ma io voglio dirgli: bravo senatore continui così, ad ogni sua apparizione televisiva Berlusconi guadagna qualche centinaio di voti.
Ugo Doci e-mail

Si chiama Colombo, agisce da falco, fa la figura del merlo.