"Stregoni" a Chinatown e farmaci illegali: migliaia vittime di falsi medici

Da gennaio 1320 ispezioni del Nas: scoperte 900 infrazioni. Molte nelle
comunità di stranieri Cento casi di esercizio abusivo della
professione, sequestrate 950mila confezioni di medicinali

«Stregoni» e curatori, o ciarlatani che si fingono medici e prescrivono farmaci, o intrugli pericolosi, o quando va bene inutili «rimedi della nonna». La criminalità in ambito medico e farmaceutico è una minaccia continua per i malati, soprattutto per i cittadini meno attrezzati contro certe insidie.
E la novità ora viaggia in rete. Sono sempre più numerosi infatti i siti internet che mettono in vendita prodotti farmaceutici. Si tratta del terminale di un circuito illegale di produzione o di distribuzione. Canali gestiti da organizzazioni criminali che violano regole precise ed eludono autorizzazioni imposte delle autorità sanitarie a tutela dei pazienti. I siti internet scoperti sono immediatamente chiusi, e i responsabili perseguiti.
Nella metà dei casi l’acquisto on-line si risolve in una mera truffa: il prodotto non arriva mai a destinazione. Nel restante 50 per cento non contiene alcun principio attivo, o sostanze pericolose. Di recente sono state sequestrate finte pillole di Viagra, rese blu da un elemento colorante - e cancerogeno -, provenienti dall’India.
Nel contrasto di questi fenomeni - produzione, importazione e distribuzione illegale di farmaci, circuiti abusivi di ambulatori e farmacie, fino al «classico» esercizio abusivo della professione medica - il Nas di Milano ha operato nel 2008 1320 ispezioni, riscontrando 713 infrazioni penali e 154 amministrative. Sono 98 i denunciati per esercizio abusivo della professione. Secondo una stima prudenziale (10 «visite» o ricette l’anno) le vittime sono migliaia.
Oltre 220 persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria, 137 all’autorità amministrativa, 16 strutture sono state chiuse, 40 sequestrate penalmente, 2232 chili di prodotto sequestrato, per quasi un milione di confezioni. Questo a Milano, Varese e Como. Un mondo sommerso dannoso per le persone e per la casse dello Stato, che subiscono mancati introiti fiscali per centinaia di milioni di euro. «I cittadini non devono fidarsi di chi offre visite o medicinali a prezzi scontati - avverte il capitano Paolo Belgi, comandante del Nas dei Carabinieri - perché vanno incontro a rischi per la salute e a truffe vere e proprie. È importante rivolgersi a strutture autorizzate e ai canali ufficiali».
Il Nas, all’opera su questo fronte oltre che nel contrasto delle sofisticazioni alimentari, riscontra queste fattispecie presso le comunità straniere come fra gli italiani. Chinatown è un fronte particolarmente delicato. Un po’ per la proverbiale chiusura, un po’ per la tradizione millenaria dell’erboristeria cinese, in cui c’è spazio per i rimedi in buona fede come per le truffe degli stregoni. Nella migliore delle ipotesi si tratta di medici in patria che qui si riciclano come erboristi, spesso sono abusivi che visitano i pazienti prescrivendo (e vendendo) farmaci all’interno di attività di tipo commerciale, per esempio esercitando clandestinamente nei retrobottega degli alimentari: «Alcuni fanno le ecografie e praticano gli aborti - testimonia un medico italiano che ha 1300 pazienti nella zona di via Sarpi -, altri somministrano flebo, terapie, o metodi anticoncezionali. Riscontro spesso sulle persone dei segni conseguenza di un trattamento particolare, che consiste nell’uso di alcune sfere contenenti candele che creano un effetto sotto-vuoto, e vengono appoggiate sulla pelle per curare il mal di schiena e altri dolori, e che lasciano sulla pelle dei cerchietti rossi».