Strehler, regista irriverente nell’opera di Lunari e Caleffi

Fino a domenica «Il maestro e gli altri», protagonista è Aleardo Caliari: «Una pièce che fa luce sulla grandezza dell’autore»

Matteo Failla

Giorgio Strehler è qualcosa di più di un semplice simbolo del nostro teatro, è ormai un’icona, un idolo. Nessuno vuol togliere nulla alla sua importanza, nessuno desidera far scendere quell’idolo dal piedistallo, ma Il Maestro e gli altri di Luigi Lunari, in scena al Teatro della Memoria fino a domenica, analizza la figura del regista servendosi di un insolito punto di vista: ne umanizza i suoi difetti per sbeffeggiarlo ma, soprattutto, per farne risaltare la sua reale grandezza. Già rappresentato a Parigi e a Napoli e, in una prima anticipazione nel «Lunarifestival», questo testo satirico, ironico, irriverente di Luigi Lunari arriva ora anche a Milano, con Aleardo Caliari nei panni di Strehler e la regia di Fabrizio Caleffi. «Quando uscì il romanzo di Lunari fece scandalo – afferma Caleffi - e certamente non è un caso che a Napoli e a Parigi sia stato da tempo messo in scena mentre a Milano non sia ancora stato rappresentato fino ad ora. Il perché è semplicissimo: nella figura del “Maestro” è facile identificare quella di Giorgio Strehler e in quella degli “altri” una nutrita rappresentanza di dipendenti storici del Piccolo Teatro; di qui la scomunica». Un testo paradossale, giudicato spesso scomodo, che mette in luce le qualità di un importante autore come Lunari. «Mi auguro che la ripresa di questo testo possa contribuire a una migliore conoscenza di un grande autore contemporaneo – afferma Caliari -, uno dei pochi che sa ancora divertire e far pensare, uno dei pochi che conosce e utilizza pienamente le potenzialità dell’attore per andare oltre la finzione scenica». Una provocazione teatrale quella del Teatro della Memoria, convinto che i custodi irremovibili del passato rimproverino a Lunari ancora quei pochi «scherzucci di dozzina» che inflisse a Giorgio Strehler (ma soprattutto al suo entourage) al momento del commiato. Comunque sia sarà un piacevole momento di riflessione e divertimento, se è vero, come dice il regista Fabrizio Caleffi, che «attorno al protagonista Aleardo Caliari si è formata una compagnia di attori coraggiosi e generosi. Abbiamo lavorato per una festa della nostalgia, una sagra degli anni più belli della nostra vita, un tributo alla genialità e una satira della banalità. Per concludere in allegria un percorso di satira e ironia.
Il Maestro e gli altri
Dal 3 all’8 ottobre al Teatro della Memoria.