Stress da giustizia, avvocati risarciti

Il procuratore: «Un precedente per quei cittadini che vorranno citare la pubblica amministrazione»

da Napoli

Il ministero della Giustizia dovrà risarcire 120 avvocati, che esercitano la loro professione nell’ambito del distretto di Napoli, con la somma di 100 euro. Oltre agli interessi, ovviamente, da versare a ognuno degli avvocati denuncianti, a titolo di risarcimento dei danni esistenziali, per lo stress derivante dai disagi subiti lavorando a Napoli. In più, il Ministero dovrà pagare intorno ai 400 euro di spese legali a ogni avvocato. A conti fatti, oltre al valore politico di questa condanna, al Ministero della Giustizia questa maxicausa costerà intorno ai 20mila euro.
La decisione è stata presa dal giudice di pace della prima Sezione civile, Renata Marzano, che ha emesso nei giorni scorsi questa clamorosa sentenza. I 120 legali accusano di «inefficienza» la giustizia napoletana, a causa della lentezza di molti processi, spesso «lunghissimi» ma, anche, per un elevato numero di «udienze inspiegabilmente iniziate con ritardi e rinviate all’infinito» oppure per via di tante «sentenze già depositate, ma consegnate solo dopo dieci o undici mesi».
Vinta questa importante battaglia contro il ministro Clemente Mastella, esultano i 120 avvocati e il promotore della maxicausa, l’avvocato Angelo Pisani, non nuovo a questo tipo di iniziative. Pisani, infatti, già negli anni scorsi aveva vinto un «duello» con il ministero della Giustizia, all’epoca in cui il Guardasigilli era il leghista Roberto Castelli. Ma sono ben 36 le cause in corso sui «danni esistenziali» di cui Pisani è stato artefice dal 2005 in poi. In una nota diffusa dalla associazione «Noi consumatori», di cui Pisani è il legale, viene spiegato che questo sistema di giustizia lede «i diritti, la dignità e professionalità degli avvocati e dei cittadini, loro clienti, quotidianamente calpestati e violati proprio dal sistema oramai noto come malagiustizia». «Noi consumatori» ha poi annunciato che, vinta la causa contro il ministero della Giustizia, passerà ora alla Corte europea.
«Questa sentenza - spiega Pisani - ha un alto valore simbolico per gli avvocati napoletani, soprattutto in vista dell’apertura dell’anno giudiziario del 27 gennaio». Il legale ha poi annunciato che, quel giorno, si terrà «una protesta, sotto forma di manifestazione pubblica, con volantini per informare i cittadini». Si tratta di una iniziativa già decisa dal consiglio dell’Ordine forense: «Sono deciso a passare a una linea dura di protesta per i diritti dei cittadini - ha aggiunto l’avvocato - contro il confuso e parziale trasferimento di alcuni uffici giudiziari del settore civile da Castelcapuano a una torre della cittadella giudiziaria».
«Le sentenze non si commentano - chiosa ironico il pm della Procura di Napoli, Giovanni Corona, in passato titolare di importanti inchieste sulla camorra di Scampia - Da un punto di vista giuridico, ci sono i rimedi previsti dalla legge, come l’Appello ed eventualmente il ricorso in Cassazione. In punto di fatto mi sembra interessante la decisione, perché anche noi magistrati potremmo prendere spunto per una richiesta di risarcimento per il danno causato dallo stress provocato dagli avvocati e dal malfunzionamento della giustizia in genere». Corona ha subito aggiunto che, naturalmente, si tratta di una battuta, perché «è impossibile pensare che l’attività giudiziaria non comporti anche spazi vuoti e lunghe attese. La possibilità di ottenere un risarcimento potrebbe derivare da singoli motivi che, di volta in volta, rallentano l’iter processuale».
Su questa materia, oltre tutto, l’Italia è stata più volte oggetto di richiamo da parte della Corte europea. «D’altra parte - aggiunge Corona - la richiesta di un generico risarcimento e l’aver ottenuto una sentenza favorevole aprono lo spazio a clamorosi precedenti, poiché qualsiasi cittadino che abbia rapporti con la pubblica amministrazione potrebbe chiedere il risarcimento per “stress da contatto” con gli uffici pubblici».