Stressato dall’obbligo di vincere l’allenatore se ne vuole andare

Hitzfeld aspetta la fine della stagione per tornare a fare l’opinionista: «È una sfida suggestiva ma vorrei io Kakà»

Noi come loro, dicono i tedeschi pensando al Milan e al quarto di Champions che li attende. Poi però, siccome sono tedeschi, devono sempre lasciar credere che gli dei stiano sempre dalla loro parte, anche quando si sorteggiano delle palline da un’urna di Atene: «Il Milan è forte, ma poteva andarci anche peggio».
Il tecnico Ottmar Hitzfeld ha già messo le mani avanti, anche loro vanno male in campionato e hanno solo la Champions per restare nel grande giro dell’Europa, dice. Dice anche che non trema davanti al Milan: «Una sfida suggestiva contro una squadra dalle eccellenti qualità». Confessa di ammirare Kakà e che lo vorrebbe allenare, intanto pensa di lasciare Monaco e tutta quella città di pazzi che vogliono solo vincere e soltanto vincere: «Qui non si resiste - ha confessato -, questa città ti fa a pezzi. Lascio la panchina a fine stagione e torno a fare l’opinionista televisivo». Impazzito come una maionese anche se è lì solo da un paio di mesi in sostituzione di quel volpino di Felix Magath entrato nella stessa lavatrice di Giovanni Trapattoni. Flippato e stressato nonostante abbia fatto fuori i galattici di Fabio Capello, un’impresa che sarebbe valsa eterna riconoscenza a chiunque altro.
I talenti li ha, la crema della gioventù tedesca si esercita con il Bayern per entrare nella Nazionale, Lahm e Schweinsteiger su tutti, il giovane centrocampista ha fatto sapere anche che avrebbe voluto giocare contro il Milan o il Chelsea già negli ottavi: «Pazienza, affronterò il Milan ai quarti». Dietro fa la guardia nonno Kahn che mercoledì sera è volato da un palo all’altro con l’agilità di una tinca e la potenza della donna cannone, togliendo dal sette un destro ravvicinato di Raul. La magia l’aveva già fatta Makaay con il gol più veloce di sempre in Champions. Una volta i tedeschi non morivano mai, adesso ti ammazzano subito: «Ma in campionato non siamo dove vorremmo e dovremmo essere» aggiunge Hitzfeld.
Lì le cose non vanno affatto bene, Schalke, Werder e Stoccarda sono davanti, troppe per stare tranquilli, e infatti Hitzfeld non lo è affatto. «Per fortuna la seconda la facciamo in casa - commenta pensando al Milan - e il pubblico potrà darci una spinta importante così come è successo contro il Real Madrid. Per ora però pensiamo alla gara di andata - chiude Hitzfeld -, quando a noi mancherà per squalifica una pedina importante come Mark Van Bommel».
Sembra che stia convincendo i suoi che sarà più facile far fuori il Milan e proseguire verso il sogno europeo, piuttosto che sorpassare quelle tre in Bundesliga. Strana stagione, chi funziona in patria, crolla in Europa, unica eccezione il Manchester. Sembra di vedere arrossire le gote di Kalle Rummenigge mentre davanti a un microfono deve rispondere su questa gara. Evita i ricordi dei suoi derby milanesi e lancia l’ultimo grido prima della carica finale: «Lo scorso anno il Bayern fu eliminato proprio dal Milan negli ottavi e nessuno qui lo ha dimenticato».