«Stretta fiscale superata, ora c’è la burocrazia»

Il noleggio ha superato la stretta fiscale. E, a dispetto di quanti con troppa fretta ne avevano decretato lo stato di crisi, ha già ripreso a crescere. Questo, in sintesi, il quadro che emerge dal 6° Rapporto di Aniasa, l’associazione aderente a Confindustria che riunisce le aziende della locazione veicoli, presentato a Milano.
«Con l’approvazione, in agosto, della legge 127, abbiamo ottenuto un riequilibrio del quadro fiscale - spiega Gianluca Soma, presidente di Aniasa - in pratica, si è tornati più o meno alla situazione precedente al decreto di fine 2006, che era intervenuto sulla deducibilità dei costi dell’auto aziendale in misura estremamente penalizzante per il settore». Risultato: gli ordini, rallentati nella prima parte dell’anno dalla posizione di attesa di molti clienti, che avevano preferito prolungare i contratti in essere piuttosto che sottoscriverne di nuovi, hanno ripreso ad affluire a gran ritmo sulle scrivanie dei noleggiatori. Tanto che le stime per fine 2007 parlano di un più 8% rispetto allo scorso anno, in termini sia di fatturato che di flotta circolante. Bene anche le immatricolazioni, che al 31 dicembre dovrebbero 340mila unità (più 5%). Sul mondo del noleggio, insomma, sembra tornato il sereno. Anche se qualche problema resta. «Troppo spesso dobbiamo fare i conti con lo scarso riconoscimento da parte delle istituzioni, in sede legislativa e amministrativa - conferma Soma -; e questo nonostante il settore esprima numeri che ne fanno un attore primario nel campo della mobilità e dei servizi all’auto». Sul tavolo di Aniasa, in particolare, rimane il nodo di una riforma del Codice della strada che renda finalmente possibile, come già avviene in quasi tutta Europa, il noleggio anche per i mezzi superiori alle 6 tonnellate o ai 9 passeggeri. «Un altro aspetto che ci sta a cuore - continua Soma - è la semplificazione delle procedure amministrative. Un esempio? Oggi, per il noleggio a breve, è richiesta la produzione di tre documenti, il contratto, la ricevuta e la fattura, che noi da tempo proponiamo di ridurre a due». C’è poi la questione degli incentivi alla rottamazione, che stanno trainando le immatricolazioni e dalle quali il noleggio continua a essere escluso. «Si tratta di elementi di criticità che, nel complesso, rendono difficile confrontarci alla pari con i mercati più evoluti - conclude Soma -, non solo quelli anglosassoni, dove il noleggio ha una storia molto più lunga e radicata, ma anche quelli di Paesi come Francia e Spagna, che hanno comunque tassi di penetrazione e di crescita maggiori dei nostri».