Stretta islamica anche in altri «paradisi»

Effusioni al bando in Malesia, «pericoloso» un caffè al bar in Yemen

Niente caffè al bar o passeggiata lungo il corso cittadino per coppie di semplici amici. Niente camera doppia in hotel, senza un certificato ufficiale di matrimonio. Vietati pure i baci in pubblico, se «troppo appassionati». Non siamo in Arabia Saudita o Iran, dove le famigerate polizie religiose fanno tremare i cittadini e condizionano i movimenti dei turisti stranieri. Succede, invece, in Indonesia, Malesia e Yemen, esotiche mete di vacanza, nonché - in alcuni casi - alleati dell’Occidente nella lotta al terrorismo. Preoccupa perché il fenomeno delle «buoncostume» dilaga col tacito consenso dei governi, sempre più accondiscendenti verso le frange radicali della società.
Nell’arcipelago indonesiano non si contano più le scorribande del Fronte dei difensori dell’islam, responsabile di attacchi alle minoranze religiose e minacce alle donne con «condotta indecente». L’allarme degli attivisti per i diritti umani è che, a breve, nel mirino finiranno anche gli stranieri.
Nel 2006, a Kuala Lumpur, due ragazzi sono stati processati per essersi tenuti la mano e baciati in un parco. Da allora, anche per i turisti, sono vietate effusioni «appassionate»; in caso di infrazione, la multa è di 4200 dollari. Il Dipartimento islamico della Malesia, senza autorizzazione della polizia, compie raid in discoteche, case private e locali pubblici per cogliere in flagrante chi offende la «morale religiosa». Ne sanno qualcosa due turisti australiani, sorpresi di notte nella stessa camera d’albergo e rei di non avere con sé il certificato di matrimonio! In alcuni Stati malesi gli squadroni del Movimento giovanile 4B, sigla estremista, trascinano davanti alle autorità religiose chi compie kalwat, reato di «eccessiva vicinanza» tra i due sessi in un luogo appartato.
Nella «Venezia di fango», Sana’a, al Coffe Trader - uno dei pochi luoghi della capitale yemenita dove si mescolano uomini e donne, locali e stranieri - è pericoloso intrattenersi in atteggiamenti troppo occidentali. A giugno l’ambasciata Usa ha avvertito i cittadini americani nel Paese di non frequentare questi posti, perché ad alto rischio aggressioni da parte di gruppi fondamentalisti.