Stretta di mano a fine partita anche nel calcio

Franco Ordine

da Milano

La novità è suggestiva. Attesa per il prossimo campionato, può segnare una svolta nel settore delle telecomunicazioni applicate al calcio. Da giugno Telecom è in grado di garantire, sul cellulare, una sorta di tutto il calcio minuto per minuto: chi è allo stadio, sul proprio telefonino, può assistere, in diretta, ai gol realizzati nelle altre partite di serie A Tim. L’offerta, inedita, è merito del contratto lungo quattro anni firmato ieri mattina a Milano nella sede della Lega professionisti tra il presidente Adriano Galliani e l’amministratore delegato di Telecom Italia Riccardo Ruggiero. Cifra complessiva a parte, 60 milioni di euro da dividere tra le 42 sorelle di serie A e serie B, l’intesa consente una rivoluzione nel costume dell’italiano medio, «via la radiolina dallo stadio, useranno solo i telefonini» la chiosa di Ruggiero e al calcio italiano di raggiungere un piccolo primato. «Siamo il primo calcio europeo a essere seguito da quattro tecnologie, digitale terrestre, satellite, Internet e Dvbh, la tv sul telefonino grazie alla banda larga (copertura al 75% del territorio)» segnala sempre Galliani.
Con la novità del prossimo torneo, una bella iniziativa che tende a combattere stress e tensioni eccessivi dai finali di partite (tipo Cagliari-Reggina e Cagliari-Juventus, ndr). «A fine gara sarà reso obbligatorio il saluto delle due squadre al pubblico» fa sapere Galliani recuperando da altri sport, tipo hockey e rugby, una sana abitudine. Contestualmente, per valorizzare anche la promozione dalla serie B in A, sarà realizzata una premiazione, con tanto di coppa, da assegnare alle squadre vincitrici. «È un simbolismo che gratifica dirigenti, calciatori e pubblico» chiosa il presidente della Lega prima di dedicarsi ai numeri che sono stati poi la spinta per riconfermare l’abbinamento Tim-calcio. Nell’attuale stagione, le ore di trasmissione del calcio sono state 11.700, con 36 miliardi di spettatori, il marchio Tim è stato in tv per 625 ore. Mica male.
Perciò alla fine, proprio Galliani, chiude parlando del viaggio del Milan a Messina e dell’improbabile inseguimento alla Juve. «Se pensano al Barcellona, gli stacco la testa» la battuta. Conta, il campionato. Certo che conta. E diventa, sponsor dopo sponsor, sempre più impegnativo.