Strigliata al Milan: «Maldini assente? Non cercate alibi»

Galliani lancia la Champions e critica il sorteggio Uefa. «Juve? Il distacco è barriera invalicabile»

Franco Ordine

Caccia grossa alla Champions league. Comincia domani sera, dalla Sicilia (la Juve a Messina), passando per Livorno (appuntamento dell’Inter) prima di finire a San Siro col Milan (aspetta il Cagliari di Sonetti). Caccia grossa scandita da una polemica frontale di Adriano Galliani nei confronti dell’Uefa e della scelta, cieca, di organizzare gli ottavi di finale dividendo le squadre in due blocchi, senza riconoscere i meriti delle altre. «Così perderemo per forza tre grandi tra Real-Arsenal, Barcellona-Chelsea e Milan-Bayern: la formula è sbagliata, spero sia cambiata» insiste il vicepresidente vicario del Milan che parla nell’occasione anche in nome e per conto del G14 intervenuto sull’argomento. «La Champions league è il torneo a cui teniamo di più», sottolinea Galliani e forse non c’è bisogno di ripeterlo alla vigilia del compleanno numero 20 (lunedì 20 febbraio la coincidenza in occasione della partenza per la Baviera) della gestione Berlusconi, è una scelta della prima ora che si integra alla perfezione con l’elenco dei paperoni del calcio preparato dalla società Deloitte per «Football Money» (primo Real con 270 milioni di fatturato, secondo Manchester, terzo Milan, quarta Juve, Inter nella top ten). Perciò non deve meravigliare se la caccia grossa, i rimpianti alla formula Uefa e tutto il resto coincida con la presentazione di ieri mattina, la nuova mascotte chiamata “Milanello“, come il centro sportivo appunto, creata dai disegnatori di Warner Bros.
L’obiettivo principale (Parigi, sede finale della coppa Campioni) lucidato da Galliani s’integra con la rincorsa al secondo posto e la temuta rivalità di Fiorentina e Roma, «dovremo fare i conti anche con loro» manda a dire Galliani che vuole perciò segnalare la necessità di far punti anche col Cagliari. Nonostante tutto. Nonostante il distacco della Juve definito «una barriera invalicabile», nonostante l’assenza di Paolo Maldini che è un nervo scoperto per una squadra rimasta senza avvocati difensori di grande valore. «Non dev’essere un alibi», incalza Galliani e forse pensa anche alle incoraggianti cifre recenti (in campionato 2 gol subiti in 6 gare), oltre che alle notizie su Cafu (ieri operato di menisco in Brasile, torna tra un mese) e sul recupero del capitano (forse si rivede la sera dell’8 marzo nel ritorno a San Siro). «Odio tabelle e proclami», conclude Galliani che accompagna la squadra allo svincolo decisivo della stagione con sufficiente batticuore.
Il resto tocca ad Ancelotti e ai suoi calcoli per domani sera contro il Cagliari. In difesa uomini contati e impossibilità di fare turn-over, a centrocampo invece qualche ricambio si immagina (Vogel al posto di Pirlo, Rui Costa al posto di Kakà), con Inzaghi che forse da il cambio a Shevchenko.